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Godzilla

Regia di Gareth Edwards vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Godzilla

di axe
6 stelle

Sul finire degli anni '80, la misteriosa distruzione di una centrale atomica in Giappone causa la morte di una tecnica americana intrappolata all'interno di essa. Quindici anni dopo, il marito, il quale al momento dell'evento era presente nella stessa centrale, e non aveva mai smesso di cercare la verità, è arrestato non lontano dall'area del disastro, interdetta alla popolazione. Arriva in suo soccorso il figlio, divenuto ufficiale dell'esercito statunitense. I due assistono al risveglio di un gigantesco mostro alato, precedentemente sepolto nell'area, che si allontana verso est, dopo aver seminato distruzione. Contemporaneamente, nel Nevada, un colosso della stessa specie, fugge dal sito dove era stato rinchiuso, per ricongiungersi al simile. I due esemplari si preparano a devastare la costa occidentale degli Stati Uniti, ma qui sono raggiunti da Godzilla, una creatura ancora più grande di loro, ed affrontati. Il regista Edwards incastra su complesse premesse fantascientifiche - l'esistenza di immensi animali che traggono nutrimento dalla radioattività, della quale in un remoto passato il nostro pianeta era più ricco, conosciuti e studiati da un ristretto gruppo di uomini - un film catastrofico d'impostazione classica. I memmbri di una famiglia statunitense, per una serie di casualità tipiche di questo genere di racconti, sono coinvolti, sulle due sponde dell'Oceano Pacifico, nelle vicende connesse al risveglio dei mostri ed alle conseguenti distruzioni. I veri protagonisti non sono, però, le persone, bensì i tre colossi, i quali interagiscono tra loro nella quasi totale indifferenza verso il genere umano, spettatore impotente di fronte allo scatenarsi di queste tremende forze della natura; da un lato due colossi ansiosi di riprodursi, dall'altro il lucertolone Godzilla, che emerge dagli abissi oceanici per impedirlo. A conclusione del racconto, l'equilibrio è ristabilito; Godzilla, acclamato come un eroe, occasionalmente alleato dell'uomo, torna nelle profondità marine. Questa la differenza tra l'opera in esame ed altre, dedicate al mito della colossale creatura: in questa storia, l'evoluzione di Godzilla non è frutto di manipolazioni umane della natura, ma strumento della natura stessa, che agisce per porre rimedio ad azioni sconsiderate - il risveglio degli altri colossi - realizzate della nostra specie. L'evoluzione della trama non è particolarmente originale o interessante; la retorica patriottica filoamericana è costantemente presente. Il "buono" è un soldato, e, come gli altri militari, è pronto al sacrificio per la propria terra e la propria gente; riesce però a scamparla in innumerevoli occasioni ed a ricongiungersi a moglie - una sorta di caposala in ospedale, nel frattempo prodigatasi per mettere al sicuro i sofferenti - e figlioletto. Divertenti le sequenze d'azione, che mostrano distruzioni di città, crolli, tsunami, lotte tra mostri, i quali non sono mai mostrati nitidamente; spesso essi si muovono di notte, o tra le polveri. Questo espediente scenico limita la necessità di effetti speciali, ma crea ancor più tensione ed atmosfera. Tra gli attori, quello che ho apprezzato di più è Ken Watanabe, nelle vesti dello scienziato giapponese che sembra da subito aver compreso l'entità delle forze in contrapposizione e le possibili conseguenze. Una discreta rivisitazione del mito di Godzilla, resa tramite un connubio tra generi (fantascienza, azione, catastrofico), che lascia spazio ad un seguito.

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