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Mad Max: Fury Road

Regia di George Miller vedi scheda film

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La recensione su Mad Max: Fury Road

di barabbovich
6 stelle

In uno scenario apocalittico, con la terra ridotta a un gigantesco deserto, Max (Hardy), uomo solitario perseguitato dai rimorsi, si unisce a un gruppo di donne guidato da Imperatrice Furiosa (Theron) le quali, a bordo di una gigantesca autocisterna, stanno fuggendo da Immortan Joe (Keays-Byrne), il tiranno che vuole le ragazze per poterle ingravidare.
A trent'anni di distanza, George Miller torna sulla sua creatura preferita con un film che sembra un interminabile videogame, un incubo allucinato nel quale il registro grottesco e l'iperbole continua fanno da sfondo a un unico, infinito inseguimento, un western postmoderno con macchine futuristiche e camion fantascientici al posto dei cavalli e della diligenza, pieno zeppo di trovate visionarie realizzate magnificamente e con enorme dispendio di mezzi (più pirotecniche che di computer grafica) e una fotografia ipersatura dalla netta dominante ocra. Blockbuster annunciato, Fury road snocciola una serie di simbolismi talora criptici (dagli incubi del protagonista al postfemminismo), proponendosi come un'opera rock dal ritmo indiavolato, una distopia sulla scarsità dell'acqua (rovescio della medaglia di un'altra grande opera di fantascienza, Waterworld) e sull'umanità divisa in gang, tutti brutti, sporchi e cattivi, freaks dai volti devastati e dagli organi meccanici.

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