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Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno

di will kane
8 stelle

Nella tetralogia di Batman(abbastanza scollegata tra i primi due e i successivi segmenti) che va dal 1989 al 1997,il mondo dell'eroe di Bob Kane era piuttosto scollegato dalla realtà,e Gotham City,con i cattivi grotteschi,le tecnologie ed altro relativo all'Uomo.Pipistrello,erano la derivazione filmica dei fumetti che dal 1939 hanno imperversato nell'immaginario collettivo,a proposito di un detective mascherato che,solo dopo l'avvento di Frank Miller sulla carta stampata,è stato considerato un personaggio schizoide,miliardario filantropo ufficialmente,nemico del Male e lottatore in segreto. Nella nuova trilogia ad opera di Christopher Nolan,i temi si sono fatti più ruvidamente concreti,più inerenti alla stasi della società in cui viviamo,le psicologie ancora più complesse,e la tendenza al Caos,acuita dalla grande Crisi in cui l'Occidente versa ritorna nella narrazione del regista inglese,che aveva dato nuovo e più terragno lustro alle origini del supereroe,ne aveva fatto più avanti un simbolo prima da idolatrare e poi da additare come reietto,fino ad un'assenza che pesa,in questo nuovo capitolo.Da anni Batman è sparito dalla circolazione,Bruce Wayne conduce vita da misantropo,dando ricevimenti nella magione avita dai quali rifugge volentieri,ma si sa che la Realtà sa stanare anche chi le si nasconde,e quindi ecco giungere un nuovo agente del Caos,il terrorista Bane,che vuole letteralmente annientare Gotham City e dare nuove regole.E' tempo,per Batman,di tornare a combattere. La questione sul fatto che il nuovo Batman sia un eroe conservatore,e preservi quel che è l'Ordine costituito,con la Borsa,la Polizia e la normalità,contro il rivoluzionario Bane (rivoluzionario di che?non confondiamo il colpo di stato con la rivoluzione,per carità,e comunque confondere Sinistra con Anarchia è,a dir poco,puerile e rozzo),mi sembra ingombrantemente aleatoria.Il film è altro.Se nel secondo capitolo le numerose argomentazioni di Nolan sul Mito,inducevano ad una riflessione sulle impostazioni della Società,sulle sue imposizioni,pure,e sui ruoli ufficiosi ed ufficiali,si era comunque alle prese con un thriller,che non era lontano dalle tematiche urbane e livide del cinema di Michael Mann.Nell'episodio che dovrebbe (il condizionale,con Hollywood, è necessario sempre) sancire la conclusione della serie,perlomeno concepita con i criteri nolaniani,la butta di più sull'azione senza respiro,e benchè molto dialogato,il kolossal ha scene che sanno montare la tensione,nel contempo porre nuove questioni morali e spirituali,perchè ciò che spinge i personaggi agli obiettivi prefissati,siano essi buoni o cattivi,è una Fede in ciò che hanno sempre sperato."Deshe,Basara!" ("Rialzati!")gridano in indiano gli sventurati compagni di prigionia ad un Bruce Wayne ferito atrocemente ma non spezzato nello spirito,in una delle scene più coinvolgenti della pellicola,la risalita dal pozzo che conduce ad un carcere vetusto,ove lo rinchiude il nemico.La solidarietà tra esseri umani unica arma valida all'espandersi del Caos,al declino delle civiltà,il coraggio di fare il proprio dovere,di uomini e basta,oltre uniformi,divise,costumi:c'è soprattutto questo,a contraddistinguere la parte forse conclusiva di una serie che coniuga cinema d'autore e spettacolarità da sale piene come non molte altre,destinata,probabilmente,a crescere con il tempo,come specchio deformato di una fase storica.Nel ricchissimo cast (ci sono anche Tom Conti e Matthew Modine,pezzi di cinema anni Ottanta,fisicamente cambiati dal tempo,in ruoli apparentemente minori,ma importanti),Bale alterna la robusta determinazione di Wayne al furore dell'eroe in maschera,Hardy recita con i muscoli e gli occhi,giungendo in sottofinale a lasciar trapelare l'umanità di un personaggio fino ad allora presentatosi come una belva (il doppiaggio di Timi,diciamocelo,è troppo caricato),la Hathaway è sensuale quanto necessario al ruolo,e ,da Oldman a Caine,ogni personaggio è reso con aderenza e partecipazione dall'attore che lo interpreta.Qualche incongruenza narrativa,certo,ma lo spettacolo è talmente trascinante che solo a mente fredda emergono lievissime,sparute perplessità.

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