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Paradiso amaro

Regia di Alexander Payne vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Paradiso amaro

di alan smithee
8 stelle

TFF 2011 - Festa mobile - Figure nel Paesaggio.
In una sala enorme ma gremita fino all'ultimo posto, l'acclamato regista Alexander Payne dell'esilarante tenero Sideways si presenta di una eleganza equilibrata e glamour, decisamente fuori dal comune nel contesto di un festival che tiene piu' alla sostanza che alla forma e non prevede passerelle impegnative e imbarazzanti. Ancora meglio del giovane regista di 50/50, che ha qualche punto in comune anche come soggetto con questo film, Payne dimostra una conoscenza dell'italiano che ci lascia quasi commossi, un garbo e una simpatia che vanno a braccetto con l'abilita' e professionalita' che fino ad ora ha sempre saputo diomostrare come regista e sceneggiatore brillante nei suoi bei film. The descendants non e' da meno rispetto ai bei due film precedenti (l'altro e' A proposito di Schmidt) e, con la sua insolita ispirata parte di padre debole ed insicuro, George Clooney iscrive una ipoteca di primo grado a suo favore per l'Oscar 2012 come attore protagonista, a danno dei suoi rivali.
Un grave incidente nautico rende in fin di vita la moglie di un facoltoso avvocato hawaiano, antenato di una numerosa famiglia di primi coloni bianchi dell'arcipelago, padre distratto di due figlie adolescenti e ribelli. Il coma della donna si dimostra presto di natura irreversibile e, nella tragicita' della situazione, il protagonista cerca di riunire famiglia e parenti per l'ultimo saluto alla donna. Il loro matrimonio era gia' in crisi da tempo, ma il protagonista non era al corrente della storia della donna con un agente immobiliare losco ed intrallazzatore, che utilizzava la moglie per agganciare il marito e coinvolgerlo nella vendita per suo tramite di un patrimonio immobiliare di famiglia costituito da foreste e spiagge incontaminate dal valore inestimabile, del quale l'avvocato ricopre la veste di amministratore del Trust di famiglia che ne gestisce la proprieta'. La ricerca dell'amante e' l'occasione per l'uomo, in crisi e fortemente abbattuto e umiliato, di riuscire a conoscere e guadagnarsi la fiducia delle due figlie vivaci, che impareranno in quella drammatica occasione a rivalutare una figura paterna da sempre sottostimata o quantomeno trascurata. Scritto benissimo e interpretato perfettamente da un George Clooney che sa risparmiarsi gigionate e smorfiette inutili, il film e' molto riuscito, intenso, divertente nonostante la drammaticita' del tema di fondo. Ovazione finale meritata in sala a termine della affollata proiezione.

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