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Gli abbracci spezzati

Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film

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La recensione su Gli abbracci spezzati

di supadany
6 stelle

VOTO : 6,5.

Almodovar abbandona con questo film alcuni degli elementi a lui più cari, mettendo in scena la passione sia come puro e profondo legame tra uomo e donna che quella più squisitamente cinematografica, mescolando i fattori tra finzione-finzione e finzione-realtà.

Sicuramente un film ambizioso ed importante, probabilmente anche non facile da capire sotto tutte le sue sfaccettature, per cui ha senza dubbio un certo fascino, ma poi l’ho trovato anche un po’ compassato e dilungato a livello di sensazioni soprattutto nella seconda parte.

Il film si svolge su due piani temporali distinti, tra il presente ed il ricordo del passato.

Harry Caine (Lluis Homar) è un sceneggiatore cieco che lavora a braccetto con Judit (Blanca Portillo), la sua produttrice, e il di lei figlio Diego.

Un giorno arriverà un’offerta di lavoro da un uomo misterioso che si rivelerà essere il figlio di un uomo d’affari, Ernesto Martel, che aveva finanziato l’ultimo film da regista di Harry, prima che quest’ultimo diventasse cieco dopo un incidente e dopo aver combattuto con lo stesso per l’amore destinato alla bella Lena (Penelope Cruz).

L’occasione spingerà Harry a raccontare la sua storia passata a Diego, riportando alla luce la sua identità celata, Mateo Blanco, accantonata dopo l’incidente.

Ma tutta la sua storia porterà a galla anche altri segreti.

Siamo sempre dalle parti del melodramma, ma questa volta Almodovar alza l’asticella infilandoci riflessioni per nulla banali, parlando poi comunque d’amore, soprattutto declinato nelle sue versioni più passionali, ma anche drammatiche.

Interessante lo sdoppiamento del protagonista, tante le citazioni cinematografiche presenti (e il protagonista ha anche una videoteca casalinga molto ricercata e di qualità), le atmosfere sono mediamente suggestive, insomma quasi tutto quanto si vede denota il grande amore che prova il regista iberico per il suo lavoro (inoltre vi è anche un certo auto citazionismo, anche Almodovar ha dei problemi di vista, per esempio).

Comunque sia, anche se il fulcro significativo della pellicola è decisamente meritevole, non tutto il resto mi ha convinto.

L’inizio è un po’ troppo in punta di piedi (con l’improbabile incontro sessuale del protagonista con una bella bionda), mentre l’ultima mezz’ora, dopo che mi sarei aspettato la scritta “the end” giusto poco prima, non è sufficientemente concentrata, in generale i tempi si dilungano un po’ troppo.

Nel complesso è un film discreto per certi versi molto affascinante, ma anche non sempre coinvolgente dal punto di vista delle svolte narrative.

Complessivamente interessante.

Su Pedro Almodóvar

VOTO : 6,5.
Prova molto interessante per certi aspetti e riflessioni, ma la sua narrazione ogni tanto è incerta.

Su

VOTO : 6,5.
Convincente.

Su Blanca Portillo

VOTO : 6++.
Soddisfacente.

Su Angela Molina

VOTO : 6.
Ruolo di contorno ben fatto.

Su Rossy De Palma

VOTO : S.V.
La sua è proprio una fugace apparizione.

Su Lluís Homar

VOTO : 6++.
Protagonista maschile della vicenda, se la cava egregiamente.

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