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Me and Orson Welles

Regia di Richard Linklater vedi scheda film

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La recensione su Me and Orson Welles

di mm40
4 stelle

Il soggetto, il romanzo-bestseller omonimo di Robert Kaplow, è un'opera di fantasia supportata da un buon lavoro di ricerca storica sulla persona e sulle opere di Welles; la sceneggiatura è opera di Holly Gent Palmo e Vince Palmo e, a quanto risulta, è piuttosto fedele al libro. Perciò i difetti della storia - e non sono pochi - vanno imputati essenzialmente a Kaplow: abbiamo davanti agli occhi un Welles pressochè inedito, burbero (e ci sta, perchè burbero era), megalomane (idem), spocchioso (senza esagerare, però), satiro assatanato (qui si sta abbandonando la realtà), gravido di atteggiamenti patetici, spudorato oltre ogni limite. Il film insomma ci restituisce nient'altro che una caricatura di Welles, i cui pregi e difetti sono amplificati a dismisura; poco male, ad ogni modo, perchè al centro delle vicende - e lo dice già il titolo - c'è Richard, un diciottenne talentuoso e desideroso di sfondare nel mondo del teatro. Senza grossi sforzi di fiducia si può ritenere la sua storia verosimile, ma ciò che proprio non funziona è la scelta di Linklater di affidare il ruolo al vacuo sguardo bollito di Zac Efron: con quel faccino da cucciolo bastonato il ragazzino non potrà mai interpretare un ruolo serio. Discutibile - già meno, ma comunque discutibile - è anche Christian McKay nella parte di Orson Welles: una vaga somiglianza non basta a renderlo credibile, anche se Linklater ha puntato su di lui proprio perchè aveva già interpretato il ruolo del regista/autore/attore in un precedente lavoro teatrale. Ma il suo difetto principale è irrisolvibile: nel 1937 Welles ha appena 22 anni, mentre McKay qui ne 34/35, la differenza non è certo poca. Infine, altro elemento che fa storcere il naso è l'eccessiva pulizia di inquadrature e scene, che rende la pellicola patinata quanto fasulla, più simile - per la composizione della scena - ad uno spot che ad un film. Il resto dell'opera, è giusto riconoscerlo, non è male. 5,5/10.

Sulla trama

1937. Il diciottenne Richard incontra Orson Welles all'esterno del Mercury theatre, proprio mentre il già affermato regista/autore/attore sta per mettere in scena una spettacolare versione del Giulio Cesare di Shakespeare. Diventa parte della compagnia, mostrando tanto talento da impressionare lo stesso Welles.

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