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Prova a prendermi

Regia di Steven Spielberg vedi scheda film

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FABIO1971

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Prova a prendermi

di FABIO1971
8 stelle

"Brenda, io non voglio più mentirti, va bene? Non sono un medico, non ho mai studiato medicina, non sono un avvocato, non sono laureato a Harvard, non sono luterano. Brenda, sono scappato di casa a 16 anni un anno e mezzo fa!".
"Frank! Frank... non sei luterano?"
.
[Leonardo DiCaprio e Amy Adams]

Catch Me If You Can (2000) è il titolo dell'autobiografia (alla cui stesura ha contribuito, romanzandone alcuni episodi, il ghost writer Stan Redding) di Frank W. Abagnale jr., il giovane truffatore che, neanche diciannovenne, tra il 1964 e il 1967 riuscì a spacciarsi con successo per un pilota di linea della Pan Am (viaggiando gratis per più di un milione di miglia), per un medico (nel reparto di pediatria di un ospedale in Georgia) e per un avvocato (assistente della pubblica accusa in Louisiana), incassando circa quattro milioni di dollari con assegni falsi in 26 nazioni e nei 50 Stati d'America e diventando, dopo essere stato finalmente acciuffato e aver scontato poco meno di cinque anni di reclusione (sui dodici a cui era stato condannato), collaboratore dell'FBI e uno dei maggiori esperti mondiali in fatto di frode e contraffazione bancaria. In Prova a prendermi, omonima versione cinematografica diretta da Steven Spielberg del libro di Abagnale jr., lo sceneggiatore Jeff Nathanson (che per il regista firmerà anche lo script del successivo The Terminal e il soggetto di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo) sceglie di adattarne le vicende modificandone analogamente in chiave romanzesca alcuni dettagli: a beneficiare di questi interventi è soprattutto il personaggio dell'agente FBI Carl Hanratty (nella realtà Sean O'Riley), di cui viene estremizzata la tenacia della sua implacabile caccia ad Abagnale. Affidati a Leonardo DiCaprio e a Tom Hanks i ruoli dei due antagonisti, Spielberg, subentrato a Gore Verbinski (impegnato nella realizzazione del primo capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi) si dedica al progetto di Prova a prendermi con inconsueto (ed evidente) divertimento, scegliendo le forme della commedia brillante per tradurre sullo schermo la paradossale amarezza, nonostante il classicissimo happy end che la conclude, della sua "storia vera" sul mito del successo e l'ipocrisia del "sogno americano", reo di aver lasciato infiltrare tra i propri ingranaggi un vero e proprio vampiro del sistema, ritratto dall'autore con leggerezza e complicità, mostrando, di quel genio precoce, l'irrefrenabile verve mistificatrice e ammirandone l'acume. Orchestrato narrativamente sugli incastri dei flashback e i continui sbalzi temporali del racconto, Prova a prendermi rievoca giovinezza, ascesa, caduta e rinascita di Abagnale immergendone le incredibili imprese nella suggestiva cornice ambientale e scenografica del suo tempo, quei "Golden Sixties" magistralmente fotografati da Janusz Kaminski (con Spielberg quasi in ogni film da Schlinder's List in poi) e riletti con raffinatezza di gusti dal team di art directors, designers e costumisti: è il decennio del Flash della DC Comics, del James Bond di Agente 007 Missione Goldfinger, del dottor Kildare e di Perry Mason, tutti direttamente citati nel film e tutte fondamentali ispirazioni per la fervida fantasia del protagonista, icone di un immaginario "spettacolarmente pop" anticipato graficamente sin dagli splendidi titoli di testa di Kuntzel Deygas e ulteriormente esaltato dai ritmi e dalle melodie della magnifica colonna sonora di John Williams, con il suo irresistibile tema principale, e dei fenomenali successi dell'epoca (da The Girl from Ipanema di Stan Getz, João Gilberto e Antonio Carlos Jobim a The Look of Love cantata da Dusty Springfield, da You Really Got Me dei Kinks a He's So Fine delle Chiffons, da The Way You Look Tonight, classico hit di Fred Astaire qui proposto nella versione dei Lettermen, fino a celebri evergreen come Come Fly with Me di Frank Sinatra e tanti altri). Nonostante qualche stereotipo di troppo nella caratterizzazione dei personaggi, il film, grazie al brio e alla fluidità del racconto, riesce a regalare molte, suggestive sequenze: il disperato tentativo di fuga di Abagnale dal carcere di Marsiglia, il suo arrivo a scuola per la prima lezione di francese, il suo viaggio come "fuori servizio" sul volo TWA per Miami, il regalo che il padre di Abagnale dona al figlio per il suo sedicesimo compleanno, ovvero un conto in banca e il primo libretto degli assegni ("Ci sono 50 assegni, Frank, il che significa che tu da oggi sei nel loro piccolo club: se ci sei, hai tutto"), le gag tra Tom Hanks e i suoi due colleghi (interpretati da Brian Howe e Frank John Hughes) della Sezione antifrodi bancarie dell'FBI, il loro arrivo al Tropicana Motel di Los Angeles mentre in colonna sonora impazza The Girl from Ipanema, preludio al primo, vittorioso faccia a faccia tra Abagnale e la legge ("Beh, è sfortuna, Carl: cinque minuti prima e avresti beccato un pesce grosso"...), l'incontro in albergo tra Abagnale e la modella Cheryl (Jennifer Garner), accompagnato musicalmente dalla voce ammaliante di Dusty Springfield alle prese con la sua immortale esecuzione di The Look of Love di Burt Bacharach e Hal David e "disturbato"/contrappuntato ironicamente nel suo crescendo di passione dalla gag di Tom Hanks nella lavanderia a gettone, il party nei Riverbend Apartments ad Atlanta (e i Kinks in sottofondo), la telefonata durante la notte di Natale tra DiCaprio e Hanks, il sorriso dell'infermiera Brenda (Amy Adams), la prima emergenza dell'Abagnale in veste di medico al pronto soccorso (richiamo alla memoria dell'inquietante Anestesia letale di Christopher Morahan), la cena con i genitori di Brenda (Martin Sheen e Nancy Lenehan) a New Orleans, l'irruzione dell'FBI durante i festeggiamenti per il matrimonio. Ottimo il cast d'interpreti, tra i quali, oltre ai due impeccabili e convincenti protagonisti principali, spiccano le performance di un Christopher Walken in gran forma e di Nathalie Baye (sono i genitori di Abagnale), di Martin Sheen e di una supersexy Jennifer Garner.
"La peggior cosa che un falsario possa fare è farsi guardare in faccia"...

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