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Exile

Regia di Visar Morina vedi scheda film

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La recensione su Exile

di alan smithee
5 stelle

32° TRIESTE FILM FESTIVAL - IL CINEMA DELL'EUROPA CENTRO-ORIENTALE ED. 2021 - Concorso lungometraggi

Uno stimato ingegnere chimico di origine kosovara, ma con cittadinanza tedesca, vive la sua vita professionale e familiare nel migliore dei modi, sinché uno scherzo macabro e di cattivo gusto come quello di appendergli un ratto morto dal cancello della sua villetta, genera nell'uomo la convinzione di non essere accettato sul luogo del lavoro, e vieppiù discriminato a causa della sua origine non oriunda.

Man mano che certe situazioni accrescono la sua frustrazione, l'uomo si convince di essere vittima di un diabolico complotto, trascurando la vera causa di quella situazione, che si rivela molto più banale e completamente estranea ai suoi sospetti.

Ne scaturisce una sorta di thriller sviluppato e narrato in modo sin troppo incalzante, giostrato astutamente per mettere lo spettatore sulle spine, inducendolo a seguire l'epopea disastrosa del nostro forsennato protagonista fino all'epilogo più disgraziato.

Impegnato nel suo secondo lungometraggio, il regista kosovaro Visar Morina si rivela un cineasta abile ma decisamente poco genuino nel raccontarci lo sbando e la frustrazione di un emigrato sospettoso e sin eccessivamente supponente e sicuro di sé.

Il film infatti, nel suo sviluppo un po' prevedibile, risulta vittima di sin troppo organizzati e plateali colpi di scena, che si rivelano peraltro più irritanti che efficaci per rendere stimolante il corso della drammatica vicenda.

Validi i due protagonisti prescelti, Misel Maticevic e la nota ed apprezzata, bravissima Sandra Huller nel ruolo della moglie, anche se il più convincente tra il cast risulta Rainer Bock, nel tutt'altro che banale ruolo del collega apparentemente rancoroso e vendicativo, che avrà modo di dimostrare sulla sua pelle quanto il poco il nostro protagonista aveva compreso della situazione in essere nel suo posto di lavoro.

 

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