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Affliction

Regia di Paul Schrader vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Affliction

di hallorann
10 stelle

TAXI DRIVER, YAKUZA, TUTA BLU, AMERICAN GIGOLO’, TORO SCATENATO, L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO, LO SPACCIATORE, AL DI LA’ DELLA VITA. Dietro questi titoli c’è un nome: Paul Schrader, uno dei migliori sceneggiatori americani, singolare regista di piccoli e significativi film. Una peculiarità costante e coerente delle sue trame è la descrizione di uomini che vivono una sorta di calvario terreno. Anche il protagonista di AFFLICTION non è esente.

 Siamo nell’innevato New Hampshire, Wade Whitehouse è uno sceriffo alle dipendenze del “signorotto locale” La Riviere, separato dalla moglie ha una figlia Jill con la quale non riesce a instaurare un buon rapporto, vive con la remissiva cameriera Maggie. Le sue giornate scorrono uguali tra la spalatrice di neve, dirigere il traffico davanti alla scuola e passare le serate al bar. Jack Hewitt è il suo giovane amico e collega. Quando arriva un pezzo grosso del sindacato Evan Twombley per fare alcune battute di caccia al cervo, La Riviere manda in montagna Hewitt ad accompagnarlo. Il sindacalista cade accidentalmente e si spara morendo. L’incidente pare chiuso. Wade ha un fratello Rolfe che insegna alla Boston University e quasi ogni notte si sentono per telefono, proprio Rolfe gli mette la pulce nell’orecchio che l’incidente possa essere stato provocato e magari Jack è stato l’esecutore del delitto. Infatti il sindacalista doveva testimoniare per presunta corruzione a un imminente processo. Intanto Wade che intende sposarsi con Maggie e chiedere l’affidamento di Jill, va a visitare i genitori, scopre che la madre è morta assiderata da alcune ore. Il padre Glen, violento e ubriacone, ha avuto sempre un rapporto conflittuale con il figlio maggiore. L’idea del complotto in cui sono coinvolti La Riviere, il facoltoso Gordon (genero di Twombley) e Jack si insinuano in lui. Condizionato dalla presenza negativa del padre, dai fantasmi del passato e da un persistente mal di denti Wade perde tutte le sue certezze in poco tempo. La fiducia di Jill, Maggie che lo lascia dopo l’ennesima prepotenza del vecchio dispotico Whitehouse e il lavoro (dopo aver aggredito il principale). Rimasto solo con l’odiato padre hanno una colluttazione. Finirà male per entrambi.

AFFLICTION comincia  e si conclude con la voce narrante di Rolfe (Willem Dafoe) che alla fine dice:” I fatti non costituiscono la storia, le nostre storie quella mia e quella di Wade raccontano la vita dei ragazzi e degli uomini in migliaia di anni, ragazzi che sono stati picchiati dai loro padri e la cui capacità di amare e di avere fiducia è stata distrutta quasi dalla nascita, uomini la cui speranza di comunicare con altri esseri umani era quella di rimanere in disparte come se la loro vita fosse finita…”. Il personaggio di Wade subisce umiliazioni, sogna il riscatto, immagina (consigliato da Rolfe, il quale farà mea culpa) un crimine idealizzandolo nella sua memoria, sbaglia, cerca di redimersi ma sbaglia ancora. E come se la sua storia tragica e in caduta verticale fosse stata già scritta nei suoi geni, i geni paterni. Proprio il padre è il passato che non passa, che ritorna inesorabile, è il dente cariato che lo tormenta e lo porta alla paranoia e alla follia. Schrader scolpisce caratteri e vicende in modo sublime, come le ruvide  e fantastiche interpretazioni di Nick Nolte e James Coburn in prima battuta e via tutti gli altri. Lo stile registico è realistico e antispettacolare, teso, trascinante e dalle atmosfere sospese. Uno dei capolavori degli anni Novanta.

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