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Emma.

Regia di Autumn de Wilde vedi scheda film

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La recensione su Emma.

di Antisistema
7 stelle

Ennesimo film in costume, ennesima pappa da cinema logoro... ed invece no, la fotografa e ritrattista americana Autumn de Wilde per la sua prima regia di questo Emma. (2020), con tanto di punto posto dopo il titolo, dai molteplici significati (l'egocentrismo di averne fatta la versione "definitiva"? Oppure la volontà di distaccarsi dalle radici storiche del romanzo per traslarlo a livello di universalità nella modernità? Ogni spettatore potrà farsi la propria risposta, che potrà anche essere più di una); gira indubbiamente un oggetto curioso, a cominciare dall'interprete scelta, statunitense per luogo di nascita, argentina nell'animo, quanto inglese di formazione, ma in realtà cosmopolita e cittadina del mondo per via delle ascendenze dei suoi genitori, Anya Taylor Joy non è proprio la Emma Woodhouse che mi sarei aspettato di ritrovare sul grande schermo (in realtà piccolo schermo della TV, perchè l'ho visionato in Blu-ray), quando lessi anni orsono il romanzo e non credo che Jane Austin sarebbe stata proprio concorde con la scelta, ma ogni perplessità svanisce quando si vede l'attrice muoversi durante il film, convincendo lo spettatore e anche tra i dubbi di ella stessa, di essere la giusta protagonista per il tono scelto nel trasporre tale libro al cinema. 
Nella pletora infinita iniziale di miss, mr. e sir, in cui ci si deve raccapezzare in questa intricata rete di relazioni sociali ed umane, in cui si ritrova immersa la nostra Emma, di anni 21, ma ben lontana dal volersi sposare, preferendo manipolare i destini altrui combinando unioni e matrimoni tra persone scelte da lei, con estrema soddisfazione del proprio ego personale, come un demiurgo che contempla la propria creazione, non può resistere nel replicare il proprio lavoro ulteriormente, così la nostra protagonista avendo appena perso la propria amica per un matrimonio da lei combinato, sceglie di riprovarci stringendo un legame con Harrieth Smith (Mia Goth), ragazza dalle origini poco chiare, alla quale un contadino le fa la corte, ma nella sua concezione sdegnosamente classista l'unione sarebbe poco consona, oltre al fatto che non essendo da lei manipolata, sarebbe uno smacco per le proprie capacità, quindi indirettamente la incita al rifiuto, cercando di mirarne l'interesse amoroso nei confronti del signor Elton (Josh O'Connor), presupponendo che quest'ultimo nutra un certo interesse nei suoi confronti, ma il destino delle persone non può essere deciso da un essere umano per quanto sagace e calcolatore come Emma, la quale rimarrà spiazzata dal non averci preso per niente, ma alla fine la sorte regalerà soddisfazione non ad una, ma a ben due coppie, perchè i sentimenti la sanno più lunga di tutti. 

 

Anya Taylor-Joy

Emma (2020): Anya Taylor-Joy


I trascorsi della de Wilde, si vedono appieno nella ricostruzione impeccabile quanto accorta delle scenografie, costumi, trucco e composizione dell'immagine, dove ogni elemento della messa in scena risulta essere curato fin nei minimi dettagli, anche nel particolare più piccolo ed insignificante, rendendo credibili così le location e soprattutto il contesto in cui si muovono gli attori, perfettamente calati nei gesti e negli usi dell'epoca (1815 ambientazione della storia), azzeccando appieno il registro da commedia romantica sofisticata di ambientazione in costume, con risultati non originali per il genere, ad esempio Sofia Coppola con il suo Maria Antonietta si pone ad un livello superiore con un sensibile scarto di differenza, ma il film tutto sommato risulta buono e delizioso (mi perdonino i maschi per l'aggettivo un pò vacuo e femminile, ma azzeccato al'opera in questione), viaggiando su binari leggeri, con qualche tocco di dramma più profondo qua e là, ma le intenzioni sono comunque sincere quanto coerenti, trovando il punto di forza nella sua protagonista Anya Taylor Joy, con quei suoi lineamenti non proprio convenzionali nei canoni estetici, ma tali difetti se ben giostrati nel suo caso diventano delle virtù, conferendole uno sguardo un pò alieno, leggermente distaccato, ma super magnetico quanto adeguato a rendere benissimo la caratterizzazione psicologica di Emma (senza dover sforzare la regia ad inquadrature supplementari di troppo); l'attrice non ha una formazione attoriale vera e propria alle spalle, ma comunque è una ragazza piena di sensibilità e soprattutto passione nei confronti del mestiere della recitazione, dalle espressioni facciale naturali senza mai risultare forzata e con una grande capacità nell'esprimere le profondità di un personaggio di certo non facile e nè amabile come Emma (ideologicamente la detesto cordialmente), senza dover fare i soliti movimenti rivisti 2000 volte; anzi mano a mano si disi-teatralizza come la regia di Autumn de Wilde, che nel lungo andare dal film, si spoglia di ogni rigidità voluta inizialmente, per sciogliersi nell'uso della mdp, così come fa la stessa protagonista nel modo di muoversi, evitando la confezione rigida ed asfissiante da confetto tipica di tante opere del genere, che poi le de-privano di ogni anima. 
Oltre all'interprete protagonista, ottima anche Mia Goth nei panni dell'amica manipolata, che si sta costruendo una bella carriera filmica dove sta crescendo sempre di più come interprete con un volto altrettanto anti-convenzionale come quello della sua collega; peccato che innanzi alle ottime scelte femminili, tranne il discreto Johnny Flynn ed il decano Bill Nighy, il cast maschile risulti semplicemente impalpabile, insignificante quanto ridicolo (devastante in negativo il modo cui recita o fanno probabilmente recitare Josh O'Connor, una macchietta pateticamente inguardabile), che è un indubbio punto a sfavore, di una pellicola si buona, che si prende anche delle libertà (Emma alla fine nel film a differenza del libro, sembra restare immutabile nella sua caratterizzazione, seppur meno antipatica), però avrebbe potuto ambire anche a qualcosa di più.

 

Anya Taylor-Joy, Mia Goth

Emma (2020): Anya Taylor-Joy, Mia Goth

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