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Vanità e affanni

Regia di Ingmar Bergman vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Vanità e affanni

di bepy86
7 stelle

Ingmar Bergman è sempre stato molto bravo nell' aver saputo dare vita a dei lavori che ammaliavano lo spettatore perché pervasi da un'atmosfera suggestiva ed intima e da scene strutturate con l'intento ben preciso di farne emergere il sapore e lo stile peculiare.

Nei suoi film è estremamente difficile non imbattersi in dei personaggi rimasti traumatizzati da eventi di vita personale che tornano a tormentare e ad assillare attraverso delle figure misteriose che portano con sé i segni inequivocabili di quel passato che tanto dolore aveva provocato in loro. Non è raro nemmeno che durante la visione ci si trovi nella necessità di doversi impegnare più del solito per riuscire a capire il senso di certi dialoghi.

Un film di Bergman è difficile quindi che possa lasciare totalmente indifferenti, sebbene non tutti viaggino sullo stesso livello: alcuni sono dei capolavori mentre altri non lo sono. Quello da me preso in considerazione è uno degli ultimi che sono andati ad aggiungersi alla sua ricca e preziosa filmografia e bisogna aggiungere inoltre che non si discosta affatto dai temi che hanno da sempre interessato il regista svedese: il senso della vita che è alquanto irrisorio visto che la morte in un attimo è in grado di cancellare ogni cosa con decisione e fermezza, le malattie mentali che fanno perdere a piccoli passi ogni punto di contatto con la realtà, i fantasmi del passato sempre pronti a destarsi dal torpore in cui sembravano essersi per sempre adagiati.

In sostanza possiamo dire che cambiano gli ingranaggi ma che l'obiettivo per cui vengono utilizzati rimane pressoché lo stesso. L'ingranaggio adoperato in questo film ci conduce senza indugi verso la seguente trama: un uomo che, con la giovinezza ha chiuso i conti da diverso tempo ormai, si trova ricoverato in un ospedale psichiatrico a causa del suo umore ballerino,che lo porta in certi momenti ad essere super euforico mentre in altri angustiato da una malinconia talmente pesante da toglierli le forze per fare qualsiasi cosa.

Un giorno, in uno di quelli in cui il suo umore era alle stelle,viene stuzzicato dall'idea di far conoscere al grande pubblico la vicenda sentimentale che ha interessato da vicino il suo idolo, il celebre compositore Franz Peter Schubert.

È intenzionato a metterla in scena con una tecnica assai inusuale che fino ad allora non era stata mai messa in pratica da nessuno e che consiste nel proiettare sul grande schermo il video dell'opera con i protagonisti che si doppiano da soli e che lo fanno in diretta mentre sono chiusi in una saletta riparata dallo sguardo del pubblico.

La trovata sembra funzionare ma per attuarla non vengono rispettate le norme di sicurezza e si sa che a furia di giocare con il fuoco alla fine si rimane sempre fregati. Ed infatti un incendio distruggerà tutto l'impianto costringendoli a recitare davanti il pubblico, una costrizione che peserà ma che avrà il merito però di farli entrare più in sintonia con gli spettatori presenti in sala. Sono quelli forse i momenti più toccanti e profondi del film.

A spettacolo concluso, il protagonista viene nuovamente accerchiato da quelle figure diaboliche che ogni volta gli fanno venire alla mente alcuni degli eventi tragici che hanno segnato in malo modo la sua esistenza.

Il peso degli anni si fa sentire e lottare contro le allucinazioni diventa sempre più difficile ed allora sembra farsi strada nella mente del protagonista l'idea di farla finita trovando così quella pace che, arrivati ad un certo punto, soltanto la morte può dare.

Pur essendo un pò pesantuccio in certi frangenti, il film è fatto bene e ripaga dello sforzo fatto per arrivare alla sua conclusione.

Non è uno dei più celebrati dell'ultimo Bergman ma vale ugualmente la pena visionarlo perché si nota che anche in questo c'è la mano del regista svedese.

Il fatto che l'abbia trovato su YouTube è stata una piacevole sorpresa visto che generalmente i suoi film non sono facilmente reperibili, specie se si vuole vederli senza spendere un centesimo.

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