Trama

Fuggendo da quello che è il suo battesimo criminale, Reynaldo Galindez, detto Rey, irrompe nel patio della casa abitata da Carlos Vargas, una guardia di sicurezza in pensione. Vargas gli offre allora un accordo: se riparerà i danni causati alla sua abitazione, eviterà di denunciarlo. Gli insegnamenti che l'adolescente riceverà dalla guardia daranno origine a una relazione che ricorda quella di un re con il suo mentore. L'equilibrio creato dai due però finirà con l'incrinarsi quando i compagni di rapina di Rey inizieranno ad avvicinarsi a loro.

Approfondimento

L'EDUCAZIONE DI REY: UNA STORIA ARCHETIPICA

Diretto da Santiago Esteves e sceneggiato dallo stesso con Juan Manuel Bordón, L'educazione di Rey racconta la storia di Reynaldo Galíndez, chiamato Rey, un adolescente che, scappando dal suo battesimo come delinquente, finisce nel cortile della casa di Carlos Vargas, una guardia giurata in pensione.

 

A causa del danno provocato, Vargas gli offre un accordo: Rey riparerà ciò che ha rotto e in cambio non verrà consegnato alla polizia. A partire da quel momento, le lezioni di vita che la vecchia guardia dà all'adolescente pongono che basi di una relazione che richiama alla mente le vecchie leggende di formazione di un sovrano con il suo mentore. Il legame inizierà però a incrinarsi quando Reynaldo verrà ricercato da quel mondo da cui ha cercato di scappar via.

 

Con la direzione della fotografia di Cecilia Madorno, le scenografie di Alejandra Mascareño e le musiche di Mario Galván, L'educazione di Rey viene così raccontato dal regista: "In Argentina, gli anni di disuguaglianza sociale hanno incrementato notevolmente il tasso di delinquenza. In tale contesto, i mass media hanno costruito e finito con il rendere popolare un personaggio iconico: il ragazzino delinquente o, come si dice localmente, il pibe chorro. Figli dell'emarginazione e della povertà, i bambini e gli adolescenti degli strati più svantaggiati della società sono molte volte costretti dai poliziotti a lavorare per conto loro, a commettere rapine e crimini. Così, quando Juan Manuel Bordón mi ha portato i personaggi di Rey e Carlos Vargas, ho sentito che avevo tra le mani del materiale estremamente contemporaneo per il mio paese ma anche che potevo raccontare una storia archetipica. Mi hanno da sempre appassionato le storie di insegnanti ed apprendisti, perché permettono di approfondire la trasmissione dell'esperienza umana con tutti i conflitti che comporta.

 

Nato come una miniserie di 8 puntate, L'educazione di Rey si è trasformato poi in un lungometraggio la cui vicenda si svolge in un territorio poco esplorato dal cinema argentino: la città di Mendoza, il luogo dove sono cresciuto, circondato da un paesaggio desertico e montuoso. La vicinanza con la catena delle Ande e con la natura mi ha permesso di rafforzare il tono mitico della storia".

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Il cast

A dirigere L'educazione di Rey è Santiago Esteves, regista, sceneggiatore e montatore argentino. Nato a Mendoza nel 1983, si è laureato in Psicologia e ha studiato Regia all'Università del Cinema di Buenos Aires, cominciando a lavorare come montatore per registi come Pablo Trapero, Mariano Llinás e Milagros… Vedi tutto

Commenti (1) vedi tutti

  • Sulla falsariga di Mud e Joe. Siamo in un'epoca senza padri.

    commento di Marsil_Claritz
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