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Heat La sfida

Regia di Michael Mann vedi scheda film

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La recensione su Heat La sfida

di Baliverna
9 stelle

Michael Mann non appartiene alla liste dei registi che amo, anche se devo ammettere che si tratta di un vero cineasta dotato di talento. Questo è probabilmente il suo film che mi è piaciuto di più, al di là della simpatia a pelle che posso sentire. Tecinicamente è di sicuro notevole, e i movimenti della macchina da presa stupiscono spesso per precisione e inventiva. Un altro punto di forza del film credo siano i personaggi, tutti ben definiti con tanti piccoli tratti. Ci si ritrova davanti figure a tutto tondo e credibili, comprensive di un passato a cui si allude solo, ma che è inevitabile immaginare per conto proprio. Nessuno di loro è del tutto positivo o veramente simpatico, compresi i due "eroi", mentre del tutto negativo è "il Viscido", vero sadico del crimine. Le comparse e le particine sono altrettanto azzeccate e scelte con attenzione: si pensi ad es. al classico tipo insignificante con cui la moglie del personaggio di Al Pacino lo tradisce, probabilmente solo per ripicca. Commovente, invece, il personaggio della ragazza che soffre per la mancanza del padre, che oltre alla moglie ha piantato anche lei. L'attenzione ai personaggi non si trova sempre nei polizieschi degli ultimi trent'anni, dove spesso ci si accontenta della trama incalzante e delle scene d'azione. Quindi tanto di cappello a Michael Mann anche per questo.
Per il resto, il regista conduce le due ore e quaranta di durata con costante senso di tensione, anche dove si parla solamente. L'ampio lato umano e psicologico della pellicola probabilmente spiega perché sono rimasti delusi coloro che cercavano un film d'azione, tutto inseguimenti e sparatorie. Questi, comunque, ci sono e sono ben girati.
Per molti versi e dal punto di vista della vita privata i due protagonisti sono sullo stesso piano morale, ma non credo lo siano dal punto di vista l'uno del mestiere di poliziotto l'altro del mestiere di rapinatore. Una battuta di Pacino scarta questa ipotesi, quando questi afferma che quelli "ammazzano la gente", il che è certamente vero, benché ciò non sia direttamente quello a cui puntano.
Naturalmente sono bravi sia De Niro che Pacino, ma secondo me a spuntarla alla fine è il secondo. La sequenza della sua scenata di gelosia alla moglie è semplicemente geniale, di quelle che restano impresse e che si desidera rivedere.
Le musiche sono brutte come sempre nei film di Michael Mann (metalliche e gelide), ma almeno qui sono pochissime.
Oggi, nel 2015, mancano eredi di un cinema così, sia tra gli attori che tra i registi, che ancora tra gli sceneggiatori.

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