L’estate ha la giusta lentezza (e anche l’avvilente programmazione in sala) per offrirci l’occasione di rivedere e ripensare i film e chi li ha realizzati. Una delle costumiste più talentuose di sempre, Maria de Matteis, ne ha firmati a decine. Spesso al fianco dello scenografo Mario Chiari, è stata la protagonista indiscussa dei kolossal italoamericani che hanno fatto di Cinecittà la Hollywood sul Tevere.

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Maria De Matteis

«Quando immagino un costume per un personaggio» diceva De Matteis, «ne leggo attentamente la storia, cercando di conoscerlo interiormente anche da ciò che non fa e non dice; poi lo inserisco in un ambiente, il suo ambiente e in un’epoca, la sua epoca, ed è fatto. Quel personaggio avrà alcuni colori, i suoi e non altri, in modo da essere un’individualità e non confondersi con altre». I film di ambientazione storica sono sempre stati il suo territorio d’elezione anche nelle produzioni nazionali. E se c’è un titolo che merita di essere rivisto e ripensato, è Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli (1961).

Marcello Mastroianni, Tino Buazzelli, Sandra Milo
Fantasmi a Roma (1960) Marcello Mastroianni, Tino Buazzelli, Sandra Milo

Si tratta probabilmente del più suggestivo testamento della De Matteis sul costume e sul suo ruolo tanto necessario sullo schermo quanto fugace nella sua esistenza materiale. Secondo il grande critico cinematografico Guido Fink questa surreale commedia, dove i protagonisti sono un gruppo di fantasmi scoloriti, coperti di polvere e calcinacci e appartenenti a diverse epoche, che abitano un palazzo storico sito nel centro di Roma, può essere letta come un saggio metalinguistico del costume nel film. Scrive Fink, in un saggio dedicato alla costumista dal titolo Una parte per il tutto: Maria De Matteis e il cinema italiano, che «queste fogge antiche, amorevolmente preservate in naftalina e rievocate dal mondo dei morti, questi ectoplasmi impalpabili, sono forse tutto quel che rimane del costume una volta che l’attore ha smesso d’indossarlo e si sono spenti i riflettori: tutto l’antefatto, l’eccesso, il cumulo di materiali, a differenza di quello teatrale, esaurisce subito la sua funzione, e una volta entrato nel film, magari di scorcio e per un attimo, non esisterà più».

Autore

Sara Martin

Sara Martin insegna Storia del Cinema, critica cinematografica e televisiva e teorie e tecniche della televisione all’Università di Parma. Si occupa principalmente di costume e scenografia nel cinema e di storia della critica cinematografica italiana. Da alcuni anni ha una rubrica su Film Tv che si chiama Il filo nascosto, dove approfondisce argomenti legati al rapporto tra il cinema e la moda, tra gli abiti e i personaggi.

Il film

locandina Fantasmi a Roma

Fantasmi a Roma

Commedia - Italia 1960 - durata 97’

Regia: Antonio Pietrangeli

Con Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo, Tino Buazzelli, Belinda Lee, Sandra Milo

in streaming: su Rai Play