Alexander McQueen è stato fra i più controversi stilisti di tutti i tempi. Le sue collezioni hanno rotto per sempre con la tradizione della moda, le sue sfilate sono stati degli spettacoli transmediali dove il cinema (ricordiamo fra i tanti il suo omaggio al maestro Alfred Hitchcock con la collezione autunno-inverno 2005 Vertigo), l’arte, la letteratura hanno giocato un ruolo da protagonisti tanto quanto gli abiti indossati dalle modelle.

scena
scena

La sua vita è stata, per una certa misura, una favola: figlio di un tassista londinese, per nulla destinato ai lustrini e alle paillettes, grazie a un talento smisurato e a una creatività esuberante e sfacciata, scala le vette dell’alta moda passando da Givenchy per poi costruire l’impero del marchio che porta il suo nome. Il documentario di Ian Bonhôte e Peter EttedguiAlexander McQueen - Il genio della moda (disponibile su IWONDERFULL a € 4,99), attraverso una serie di interviste a chi con McQueen ha condiviso la vita privata e professionale e un bell’archivio di immagini di repertorio, parte dal debutto dell’artista al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra fino ad arrivare alla leggendaria sfilata Plato’s Atlantis, evento sci-fi che rimarrà per sempre nella Storia.

scena
scena

Il film cuce con il giusto ritmo i fili del racconto del suo protagonista. Sceglie una ripresa e un montaggio semplici e lineari, non va alla ricerca di uno stile riconoscibile perché, e di questo i due autori sono sicuramente consapevoli, ogni tentativo di eccedenza nell’ambito del linguaggio cinematografico di rappresentazione del genio risulterebbe inefficace, inopportuno. Lo stato di trance in cui entra l’”hooligan della moda” londinese (mai soprannome fu più azzeccato) quando crea gli abiti direttamente sulla modella, il coraggio sprezzante con cui si impone, anche fisicamente, all’interno del jet set della moda, lo sguardo ora vivace e sorridente ora devastato dai demoni interiori...

scena
scena

Con semplicità i documentaristi mettono lo spettatore nella condizione di entrare in connessione con la potenza creativa di un genio. Conosciamo, a fondo, i legami potenti di McQueen con la sua famiglia calda e affettuosa, respiriamo lo snobismo dell’ambiente in cui lui entra a gamba tesa senza paura, e senza piena consapevolezza - forse -, e che riesce a scardinare portando una riflessione pesante sulla società, anzi sulla malattia incurabile della società contemporanea. Niente sarà più lo stesso, nel complicato sistema della moda, dopo Alexander McQueen, che molti si vantano di aver scoperto. Ma, come ci dice il documentario: «Nessuno ha scoperto Alexander McQueen. Alexander McQueen ha scoperto se stesso».

Alexander McQueen
Alexander McQueen

E infine poco importa il fatto che, a causa dell’impossibilità di superare il lutto tragico della sua migliore amica e mentore Isabella Blow e quello della madre, lo stilista si sia tolto la vita all’età di soli quarant’anni, nel 2010. Anche quel gesto è parte della sua concezione del mondo, della sofferenza che per lui è necessaria e che ha bisogno di essere resa visibile, anche - e forse per la prima volta in maniera così potente - attraverso gli abiti, ovvero l’involucro che serve a ogni uomo per comunicarsi agli altri, per esserci.

Autore

Sara Martin

Sara Martin insegna Storia del Cinema, critica cinematografica e televisiva e teorie e tecniche della televisione all’Università di Parma. Si occupa principalmente di costume e scenografia nel cinema e di storia della critica cinematografica italiana. Da alcuni anni ha una rubrica su Film Tv che si chiama Il filo nascosto, dove approfondisce argomenti legati al rapporto tra il cinema e la moda, tra gli abiti e i personaggi.

Il film

locandina Alexander McQueen - Il genio della moda

Alexander McQueen - Il genio della moda

Documentario - USA 2018 - durata 111’

Titolo originale: McQueen

Regia: Ian Bonhôte, Peter Ettedgui

Con Alexander McQueen

Al cinema: Uscita in Italia il 10/03/2019

in streaming: su Prime Video Google Play