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The Expanse

4 stagioni - 46 episodi vedi scheda serie

Recensione

Stagione 3

  • 2018-2018
  • 13 episodi

L'autore

mck

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di mck
8 stelle

La terza stagione di "the Expanse" si conferma all'altezza della seconda, che aveva innescato l'escalation dopo il countdown della prima.

 

Before the Gold Rush.

 

I sensori di allarme gravitazionale impiegarono cinque centesimi di secondo per attivarsi. L’allarme, collegato al pannello, impiegò altri tre centesimi di secondo per reagire, inviando il segnale alla spia luminosa e alla sirena di emergenza. Il display numerico della consolle che si accese a indicare una decelerazione di novantanove g impiegò un gelido mezzo secondo per sollecitare i suoi diodi luminosi. Per allora, Néo era già una chiazza di poltiglia rossa all’interno del cockpit. La decelerazione l’aveva scaraventato attraverso lo schermo, schiantandolo sulla paratia frontale in meno tempo di quanto impiegasse una sinapsi ad attivarsi. La nave scricchiolò e crocchiò per cinque lunghi secondi, non fermandosi, ma venendo fermata.
Nell’oscurità assoluta, la telecamera per riprese ad alta velocità esterna continuò a girare, trasmettendo mille frame al secondo di niente.
E poi, di qualcos’altro.
James S.A. Corey (Daniel Abraham e Ty Franck) - “Abaddon's Gate” - 2013 (ediz. ital. Fanucci*, 2016 - trad. S.A.Cresti) 

 

Il terzo volume della saga [dedicato a Walter Jon Williams (“Aristoi”) e Carrie Vaughn, mentre il secondo recava in esergo i nomi di Arthur C. Clarke e Alfred Bester] inizia con questo prologo, che nella serie è situato esattamente nel mezzo della terza stagione, all'inizio del settimo episodio [che contiene anche il "film (documentario) nel film in farsi"], facendo compiere alla storia un balzo in avanti di sei mesi [una cosa simile, ma non così netta e vasta, era accaduta solo nell'annata precedente, e anche in quel caso il segmento “a sé stante” era stato inserito a metà della narrazione, con l'innesto in analessi (137 anni) della storia di Solomon Epstein, l'inventore (suo malgrado: oltre che del “funerale più lungo della storia”) del motore omonimo che “oggi” spinge – al 5% della velocità della luce con un'accelerazione di 11.5g positivi – tutte le astronavi del Sistema Solare, in pratica la messa in scena del racconto “Drive” del 2012].

 

 

“Tanti si lasciano dietro affari in sospeso. Ecco cosa vuol dire morire.”

Verosimiglianza (sì, a parte il suono che NON si propaga nel vuoto e invece, se pur con moderazione, è diegeticamente/(s)oggettivamente presente…).
Le lacrime che non cadono, ma si addensano in agglomerati sferoidali tenuti assieme dalla tensione superficiale attorno ai bulbi oculari. Così come il principio d'incendio (vedasi, ad esempio, “Gravity”) che, in “assenza” di gravità (o meglio: in assenza di peso, o ancora meglio, in una microgravità di 10 alla meno 6 g) si espande globularmente.

 


Iperrealismo ricreato (totalmente in CGI), o: momento “Wow!”. 
Movimento di macchina di 180°, accelerazione del soggetto in primo piano rispetto allo sfondo immobile, carrello all'indietro, inversione di rotta, zoom in avanti, decelerazione: “Vertigo”. 

 

 

Non è consolante “constatare” che tra 200 anni saremo ancora in ballo col problema dei deepfake digitali (che, per inciso, è nato in questi anni '10, mentre, in generale, è sempre esistito: lettere autografe false).

Conferme (dell'esistenza di dio).          

Dominique Tippert

 

Frankie Adams

 

Cara Gee 

 

New Entry.

Elisabeth Mitchell

 

David Strathairn

 

Nadine Nicole (sorella di ↓↓) 

 

E vecchie conoscenze:

Florence Faivre (sorella di ↑↑)

 

Thomas Jane (l'uomo col cappello) 

 

Sempre una nota di merito per le musiche di Clinton Shorter, e una postilla per la sigla di testa (http://expanse.studiobreeder.com/), con la penisola italiana vista dal cielo (e una pianura padana piena di smog ma illuminata e quindi ancora esistente: MegaMose?) e con la Statua della Libertà alla foce dell'Hudson messa in trincea per combattere l'innalzamento del livello degli oceani. 

 

 

Comunione d'intenti, di pratica, d'azione, ma non di morale.
Nel primo caso lo scienziato umano compie eugenetica aliena sui bambini (“E i bambini? Nessuno pensa ai bambini?! Per favore qualcuno pensi ai bambini!”) : “Nessuna branca della ricerca ha mai sfiorato un tale successo. Non c'è la volontà di sostenere il fardello della Storia.
Nel secondo caso gli alieni – le clarkesche (bio-)macchine di Von Neumann (i monoliti di “2001: a Space Odyssey”), unica eredità della razza sorta e tramontata due miliardi di anni prima – considerano l'umanità tutta come (un adulto pensa a) uno strumento (o come un bambino può contemplare e rapportarsi a un formicaio: un gioco da calpestare o da studiare; e non che con gli adulti da questo PdV vada meglio: “Ants - Nature Secret Power” e http://www.anthillart.com/gallery/ : “La larghezza di banda e la distanza sono irrilevanti. Le restrizioni richiedono una ridondanza di dati. È intrinseco alla riassegnazione. Disassemblare rivela percorsi utili.”  

 

 

Dopo il noir, il picaresco, il politico-spionistico…

 

- “Mi sono resa conto che c'erano pochi adulti nella stanza, e che mi piacesse o no...io ero una di loro. Jules-Pierre Mao sta lasciando giocare i bambini a fare la guerra in cortile, e intanto sta cercando di capire quale dio o mostro incombe su di noi.”
- “Allora il suo piano fa davvero schifo. I bambini possono dar fuoco alla casa tanto facilmente quanto me e lei.”

 

 

…l'Hard SF filosofica/speculativa…

 

- “Hai un'astronave. Vedi...tu sei uno strumento che va nei posti. Io uno che trova cose. Siamo...strumenti.”
- “No, basta “scene del crimine” [metafore; NdR]. Voglio sapere esattamente quello che sai tu.

- “Ok, allora vuoi parlare dell'ologramma quantico non-locale, delle onde adattive a fase coniugata risonanti nei microtuboli del cervello, cosa che ovviamente richiede delle curve temporali chiuse e una trasformazione di Lorentz [robba de relatività ristretta, nun potete capi'; NdR], e...ci arriverai. Aspetterò.”
- “Quindi… Stavamo parlando di una scena del crimine?”  

 

 

...lo space war avventuroso, l'horror, la 4a stag. varcherà i confini di un'altra frontiera: l'ultima, la solita: il western. Da che mondo è mondo, da che cinema è cinema, da che storia è storia: Hic Sunt Leones/Dracones, (attra)verso l'oceano (di stelle), “Go West!”, implementando Scienza e Colt/Winchester sulla Carovana dei Mormoni (la trafugata/requisita e ribattezzata Behemoth, ex Nauvoo e futura Medina Station). 

 

 

Nient'e nulla che la classe eterogenea dei ragazzi dell'Età dell'Oro (Olaf Stapledon, Edmond Hamilton, Cordwainer Smith, Cliffor D. Simak...) non avesse già raccontato, ovvio.
Ma il racconto è vita, la storia è esistenza: ognuno deve vivere la propria, per narrarla. 

 

 

- Stag. Uno, 10 ep., 2015-'16 : * * * ½ (¾) - 7+
- Stag. Due, 13 ep., 2017 : * * * (½) ¾ - 7+ (½)
- Stag. Tre, 13 ep., 2018 : * * * (½) ¾ - 7+ (½)

 

 

E infine grazie ad Amazon* (divisione Prime Video, sussidiaria Amazon Studios) e Jeff Bezos – qui a casina ti si è sempre voluto bene, eh! Lo sai, no? Che si fottano quei semi-schiavi sciopera(n)ti dei tuoi dipendenti a cottimo! – che ha salvato la serie rilevandola da SyFy [non so se e quanti soldi in più verranno investiti, ma certamente spariranno le dissolvenze a nero in entrata e uscita (a incorniciare la sequela di spot pubblicitari), la durata degli episodi non sarà legata ai classici 40 minuti forzati, e - ehm, soprattutto - verrà assunto un Omino HBO, colui il quale “tiene il conto di tette, culi e altre nudità assortite: quando gli dicono che dopo quaranta minuti non s'è visto niente, diventa paonazzo e inizia a urlare come un invasato”].  

 

Il vero centro di gravità e motore dell'Universo: il Culo.

 

E quindi e perciò... Dance!

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* Off Topic.
A proposito di fantascienza e Amazon (protomolecole? No, proto-tycoon...), dato che sono rimasto legato ai libri cartacei, fisici, annusabili e non sopporto gli e-book, ecco una questione da nerd bibliofili.
I primi due volumi (non posseggo ancora gli altri) della serie “la Distesa” terminano col colophon “Finito di stampare nel marzo 2018 presso GESP s.r.l. - Città di Castello (PG) - Printed in Italy”. Poi c'è una pagina bianca. E poi c'è un altro colophon, questo: “Printed in Poland by Amazon Fulfillment - Poland Sp. z o.o., Wroclaw”, con un altro codice a barre (ma non ISBN).
Evidentemente la serie letteraria è tornata di moda con la serie tv e la Fanucci aveva, sotto l'improvvisa richiesta di copie, terminato le scorte, e ha finito così per chiedere ad Amazon (o Amazon s'è offerta) di stampargliele. A questo punto penso sia una pratica “generalmente comune”. Sarebbe interessante sapere se ciò accade anche quando autori od editori richiedono specificamente che i loro libri vengano stampati su carta proveniente da foreste certificate e controllate (FSC), sbiancata senza cloro o addirittura riciclata (penso al collettivo Wu Ming - loro lo fanno sempre, anche quando i loro lavori vengono pubblicati in edizioni secondarie tipo “Club del Libro” -, e, a ruota, chi più chi meno, a volte una tantum, Lucarelli, Nori, Sgarbi, Veronesi, Ammaniti, De Carlo, etc...). 

 

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“Finale”. After the Gold Rush…

Look at Mother Nature on the run in the twenty-fourth century
    Well I dreamed I saw the silver spaceships lying
    In the yellow haze of the Sun
    There were children crying and colors flying
    All around the chosen ones
    All in a dream, all in a dream
    The loading had begun
They were flying Mother Nature's silver seed to a new home in the sun
Flying Mother Nature's silver seed to a new home...  

 

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