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The Expanse

6 stagioni - 65 episodi vedi scheda serie

Recensione

Stagione 1

  • 2015-2016
  • 10 episodi

L'autore

mck

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di mck
7 stelle

L'espansione umana dal Sistema Solare Interno a quello Esterno, con, a strascico, il solito carico in eccedenza di idiozia, e un piccolo bagaglio a mano di meraviglia.

 

Noir / HardBoiled in Space (“Che sapore ha la pioggia?”), ovvero: 1.000.000 di modi per morire nello spazio.

 

 

Quattro forze in gioco:
- Sistema Terra-Luna
- Marte
- Fascia di Asteroidi
- OPA/APE (Outer Planets Alliance / Alleanza dei Pianeti Esterni (e della Fascia); rivoluzionari, ribelli, terroristi]. 

 

 

E una quinta:
“Il fango che si era raccolto attorno al reattore possedeva una struttura che non aveva mai visto prima di allora. Per tutta la sua lunghezza correvano dei tubi simili a vene, o canali di ventilazione. Parti di quella guaina sembravano pulsare. Non era fango.
Era carne.”
James S.A. Corey (Daniel Abraham e Ty Franck) - “Leviathan Wakes” - 2011 (ediz. ital. Fanucci, 2015 - trad. S.A.Cresti) 

 

 

Un mucchio di personaggi (e interpreti):
- Thomas Jane (“Boogie Nights”, “the Thin Red Line”, “Eden”, “the Mist”, “1922”; belter; Cerere poi Rocinante; Joseph Miller, aka Rick Deckard; prendere nota: nel 2350 andrà di moda il mega-riportone ciuffoloso), quasi perfetto, in stile Nick Cage sottotono.
- Equipaggio della Rocinante, tutti belter:
Steven Strait (Capitano James Holden, l'Eroe; e/ma di origine terrestre; e l'anello debole del casting).
Dominique Tipper (Naomi Nagata, ingegnere capo. Segni particolari: dèa amazzone).  

 

 

Cas Anvar (Alex Kamal, pilota civile, poi “militare”).
Wes Chatman (Amos Burton, meccanico. Segni particolari: Animal di FMJ).
- Le donne di Miller:
Florence Faivre (Julie Mao, rivoluzionaria, terrorista, paziente zero, incubatrice), Athena Karkanis (Octavia Muss, collega), Lola Glaudini (Shaddid, capo).
- Altri: Jared Harris (“Mad Men”, “the Terror”; uno dei capi dell'Alleanza), Shohreh Aghdashloo (Vice-Sottosegretario della Nazioni Unite), Chad L. Coleman (Fred Johnson, Leader dell'Alleanza), Jay Hernandez (collega di Miller), Fred Bryk (ufficiale della Donnager, flotta marziana), Frances Fisher (una delle madri di Holden, quella che l'ha anche gestato e partorito).
E...Jonathan Banks (BB, BCS; ex Primo Ufficiale della Canterbury), in un cameo.   

 

 

Quattro astronavi fra le tante: le morti della Scopuli (Terra/OPA), Canterbury (Fascia; “Remember the Cant!”, nuovo motto dei belter), Anubis (Marte; abborda la Scopuli, distrugge la Canterbury e "genera" la Ronzinante, che la distruggerà dopo esserne stata partorita) e Donnager (Marte). E la “nascita” della Ronzinante.

- Non conosciamo altro che la bassa gravità e un'atmosfera che non possiamo respirare. I terrestri invece possono camminare all'aperto e sotto una luce naturale, respirare aria pura, guardare in alto e vedere un cielo azzurro che dia loro speranza. E loro cosa fanno? Guardano oltre quella luce, oltre quel cielo. Vedono le stelle. E pensano: “Mie!”
- Hm… E…il punto qual è?

Qualche luna, satellite, asteroide:
Cerere (pianeta nano della fascia principale; vi è di stanza il detective della polizia Miller); Eros [asteroide Amor (near-Earth) aerosecante (Mars-crosser) a forma di arachide bananosa; sede dell'esperimento umano di “eugenetica” aliena mascherato da quarantena]; Febe [luna di Saturno; origine della protomolecola (informazione sotto forma di DNA combinante/auto-replicante) extra-solare]; Deimos (uno dei due satelliti naturali marziani; disintegrato dalla Terra durante un braccio di ferro con Marte).  

 

 

Qualche riferimento.
Ovviamente, “Blade Runner” (Noir-in-Space”) e “Alien” (“Tutti gli equipaggi felici si somigliano; ogni equipaggio disgraziato invece prende esemio da quello della Nostromo.” - cit., parafr.). Inevitabilmente, per coralità e ampio respiro, “BattleStar Galactica”. Un pizzico di “2001: a Space Odyssey” [sinceramente, obiettivamente, “the Expanse” mette in scena il miglior – ovvero il più accettabile (o il meno disprezzabile) – compromesso relativamente al fatto che – per rimanere i zona Ellen Ripley – nello spazio nessuno può sentirti urlare: gli effetti sonori sono mixati con cura e attenzione: NON è 2001 m'altresì siamo lontani anni luce dagli Swiiish! e Patapum! di “Star Wars” (ché però almeno è un heroic-fantasy) e “Star Trek”]. E poi “OutLand” (“Atmosfera Zero”), e in minor parte “Saturn 3” e, ehm, “Nirvana”.
E, giusto per citare un'altra (space) opera dagli orizzonti vasti e articolati scritta a due (o a quattro) mani (per gli ambidestri), “Étoiles Mourantes” (“Stelle Morenti”), di Jean-Claude Dunyach e Ayerdhal (che però parte già da un punto lontano da qui, nel tempo, dell'evoluzione umana, 700 anni nel futuro da oggi, 500 anni dopo “the Expanse”, che si svolge nel XXIV secolo).

Musiche, buone e ben utilizzate, di Clinton Shorter.  

 

 

“Siamo finiti in una centrifuga. Quando le regole del gioco cambiano. L'unico gioco: la sopravvivenza. Quando la giungla distrugge sé stessa e si trasforma in qualcosa di nuovo. E i tipi come me e te finiscono per morire. In realtà non significa nulla. Oppure se la cavano e...beh, nemmeno questo ha significato.”

Creata da Mark Fergus e Hawk Ostby (collaboratori – lavorando sempre in coppia ma senza pseudonimo comun denominatore – agli script di “Children of Men”, “Iron Man” e “Cowboy & Aliens”) traendola dai romanzi di James S.A. Corey (ovvero Daniel Abraham e Ty Franck), “the Expans” è una serie che con questa prima stagione [4 registi - Terry McDonough (1,2,9,10), Jeff Woolnough (3,4), Rob Lieberman (5,6), Bill Johnson (7,8) - per 10 ep. da 40' l'uno usciti nel 2015-'16) parte lenta ma moderatamente avvincente, si dipana in un'ottima parte centrale e alla fine si conferma e convince.

I soliti ingredienti? Sì, ma cucinati benissimo (astenersi gli estimatori dei maccheroni al cioccolato e mostarda, tipo “Jupiter Ascending” o “the OA”).
Vi sono – e vi saranno – sempre cliché, luoghi comuni, topoi, ingenuità volute o inconsapevoli, ma i pregi sono maggiori, e alla fine il piatto della bilancia pende per il verso giusto (e aggancia all'attesa per la seconda stagione).  

 

 

Se Julie Mao è Dulcinea, Miller è Don Chisciotte, con tanto di capigliatura emo-mohicana a guisa d'(“in”)utile cappello, e il suo caderne innamorato a distanza è una delle parti tanto più deboli quanto migliori della serie.  

 

 

Imperdibili: fantastici rinculo e contraccolpo in cordata sulla passerella sospesa, e uno dei migliori effetto discobolo a “Zero”-G mai visto in azione: accelerazione, freno a mano + frizione, sgancio del carico e sbam!

* * * ½ (¾)     

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