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Tutto sua madre

Regia di Guillaume Gallienne vedi scheda film

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La recensione su Tutto sua madre

di LorCio
8 stelle

Se per una volta la nostra diffidenza nei confronti del cinema autobiografico è passata in terzo, quarto piano, il merito è tutto di Guillaume Galliene, autore totale di una delle più belle sorprese della stagione. Il titolo originale, Les garçons et Guillaume, a table!, è quantomeno emblematico: è la storia di un ragazzo cresciuto dalla carismatica e titanica madre con la convinzione di essere una ragazza o comunque sottintendendo una mai dichiarata omosessualità. Guillaume passa la vita imparando ad imitare voce e gesti della mamma (la donna assoluta) e poi della altre figure femminili che gli girano attorno (invano), non capendo immediatamente che l’ammirazione nei confronti delle donne è in realtà uno sviscerato amore per le donne.

 

Autoreferenziale finché si vuole, Galliene porta in scena la propria esperienza familiare, all’interno di un meccanismo teatrale sapientemente trasposto sul grande schermo grazie ad almeno due idee efficaci (l’apparizione della madre nei contesti più assurdi, sopperendo così alle esigenze del monologo a più voci che sta all’origine della commedia teatrale; la scelta di rivolgersi al pubblico anziché proporre una scontata voce narrante) e ad un ritmo così vivace, empatico e leggero tanto da riuscire a presentare senza patetismi o pietismi temi delicati e situazioni da prendere con le pinze (le allusioni alle “difficoltà relazionali” nel collegio di soli maschi che lo chiamavano “frocetto”; l’imbarazzo degli inadeguati medici del servizio militare di fronte al candore del ragazzo; gli amori non corrisposti; la scoperta dell’identità sessuale). In ottanta minuti, forse più commossi che commoventi, emerge l’autoritratto di un personaggio in fieri alla ricerca del proprio posto nel mondo, sulla carta né più né meno come in altri mille film che abbiamo visto in questi anni, eppure così personale e sincero da meritare un sacco di elogi. Sequenza memorabile: la catartica apnea nella piscina. Personaggio memorabile: ça va sans dire, la dispotica, sboccata, autoritaria, affettuosa mamma, interpretata dallo stesso Galliene. Momento memorabile: l’apparizione della vera mamma.

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