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The Artist

Regia di Michel Hazanavicius vedi scheda film

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La recensione su The Artist

di bradipo68
6 stelle

The Artist è un film parecchio accattivante che usa il suo anacronismo dichiarato come maglio per perforare il cuore dello spettatore con l'effetto nostalgia.
Ed è questo il suo problema principale: una volta svanito l'effetto nostalgia, una volta che il cuore si è stiepidito e il sorriso svanito di The Artist rimane ben poco a parte la sensazione che Goerge Valentine, il protagonista sia una Norma Desmond che non si rassegna a imboccare il suo viale del tramonto.
Basta fare un film muto, pianificarlo in maniera scrupolosa, dargli un'aria filologicamente perfetta e rispettosa (o quasi) dell'epoca che narra, fargli raccontare in forma di commedia la storia un divo del muto ( un incrocio tra Clark Gable, Douglas Fairbanks e Rodolfo Valentino) che non si rassegna all'avvento del sonoro, per ottenere un capolavoro?
Evidentemente per molti è bastato: un buon successo di pubblico ( sicuramente non è un blockbuster ma non credo fossero le intenzioni dell'autore), una risonanza internazionale che varrà a Hazanavicius e a Dujardin maggior forza contrattuale nei futuri progetti, addirittura 10 candidature all'Oscar.
Troppa grazia per un'opera furba e calcolatissima.
Effettivamente il passaggio dal muto al sonoro ha distrutto molte carriere artistiche e ne ha create molte altre.
Per quanto mi riguarda il vero film che narra dell'artista del muto che non si vuole rassegnare al sonoro è Tempi Moderni in cui Charlie Chaplin metteva tutto se stesso e faceva filtrare la sua perplessità mista quasi a rassegnazione per l'utilizzo del nuovo artificio tecnico.
Magari si potrebbe citare anche Tati altro superbo regista e interprete di film praticamente muti in epoca di sonoro (di fondamentale importanza nei suoi film ma non per pronunciare parole).
Se The Artist è considerato un capolavoro a cinque stelle allora siamo costretti a rivalutare gran parte del cinema muto che conosciamo.
Ciò non toglie che sia opera anche simpatica che strappa qualche sorriso e che ha un paio di sequenze da ricordare: la scena in cui Peppy Miller, il nuovo che avanza nel mondo del sonoro, si autoabbraccia nella giacca cimelio del suo amato George Valentine e il tip tap finale, un memento di Ginger Rogers e Fred Astaire, veramente trascinante.
The Artist è pellicola di raffinatissima confezione in cui la cornice vale più del quadro in essa contenuto come è solito affermare Morandini, un divertissment canagliesco che si avvale di un ottimo cast(tra cui una rediviva Penelope Ann Miller,  John Goodman e il vecchio ma sempre valido John Cromwell nella parte dell'autista factotum di George, personaggio che ricorda da vicinissimo quello di Eric Von Stronheim in Viale del tramonto ) e di una scrittura semplice quanto immediata capace con pochi tratti di rievocare un'epoca.
Un'operazione nostalgia diversa rispetto al  Silent Movie di Mel Brooks che non nascondeva i suoi intenti parodistici.
Da citare anche la bravura del Jack Russell terrier compagno inseparabile di George Valentine.
Un ottimo cane attore infinitamente migliore di tanti attori cani che infestano gli schermi. 

Su Michel Hazanavicius

regia calibratissima

Su John Goodman

buffo

Su Bérénice Bejo

bella scoperta,sexy e sbarazzina

Su James Cromwell

sempre valido

Su Jean Dujardin

veramente bravo

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