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Lascia perdere, Johnny!

Regia di Fabrizio Bentivoglio vedi scheda film

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La recensione su Lascia perdere, Johnny!

di bradipo68
8 stelle

My name is Johnny.Anzi no Faustino.L'esordio alla regia nel lungometaggio di Bentivoglio è una piccola graditissima sorpresa.A mio parere ha un po' il sapore del Virzì di My name is Tanino o Caterina va in città in cui sono protagonisti dei giovani appena fuori dell'adolescenza(o immersi in essa come Caterina)che col loro sguardo disincantato e l'inguaribile attitudine a sognare cercano di coltivare il futuro a cui vogliono arrivare.Ma se Virzì usa sempre toni comunque concilianti Bentivoglio è tutto tranne che conciliante.Descrive con compiutezza e senza qualunquismi di sorta un mondo che lui conosce bene perchè lo calca da diversi anni.E il ritratto che ne fa non è affatto lusinghiero,anzi c'è di che preoccuparsi.Il giovane Fausto chitarrista talentuoso in erba addirittura abbandona la natia Caserta dopo varie vicessitudini solo perchè la vecchia gloria anni 60 ora caduta nel dimenticatoio lo ha chiamato,forse ,per suonare a Milano.Ma lui si ritrova immeso nella nebbia a Rho(sequenza veramente bellissima quella dell'arrivo a Rho nella nebbia con un fotografia di Bigazzi veramente degna di lode),solo senza un soldo,buttato in una pensioncina da quattro soldi a cui cederà la chitarra per pagare il conto.Aspettando Godot/Riverberi ma trovando solo i pompieri che lo salvano dalla morte per assideramento...ma forse arriverà in un finale carico di ambiguità.La parte migliore è la prima,quella della descrizione del mondo in cui vive Faustino,con una madre presente ma mai pressante e tante altre presenze pittoresche e non sempre raccomandabili come lo squallido impresario,il bidello autoritario e il crooner/cantante della band che va in tour ,per così dire ,grazie alla presenza della vecchia gloria Riverberi.E ne succedono di cotte e di crude.Il quadro dipinto è abbastanza desolante,si descrive una gazzella in un mondo di leoni e quello che viene fuori è lo squallore di molte figure di contorno necessarie al mondo dello spettacolo.E'un film fatto di umori,sensazioni,che devia spesso dalla strada maestra,ricco di notazioni brillanti e mai banali.E pure se ci sono incertezze nella scrittura e nella regia ci sono fior di attori anche in parti piccole che riscattano tutti questi comprensibili errori di gioventù....

Su Valeria Golino

non male

Su Peppe Servillo

come il fratello è ben dotato coem attore

Su Lina Sastri

luminosa

Su Ernesto Mahieux

lo squallido impresario,fa ritornare alla mente L'imbalsamatore

Su Fabrizio Bentivoglio

si ritaglia una parte ad effetto

Su Antimo Merolillo

veramente brao

Su Fabrizio Bentivoglio

regia volenterosa che si affida soprattutto agli attori

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