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Police Story

Regia di Jackie Chan vedi scheda film

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Gianfabio Pellino

Gianfabio Pellino

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La recensione su Police Story

di Gianfabio Pellino
8 stelle

Il signor Chu è il più potente trafficante di droga di Hong Kong. Messi fuori combattimento i suoi uomini durante un’operazione di polizia e infine arrestato dall’ispettore Chan Ka Kui, la sola possibilità di garantirgli un lungo soggiorno nelle patrie galere è quella di rimettere in libertà la sua segretaria, Selina, e farla testimoniare contro di lui. Inutile a dirsi, sarà Chan a doversi fare carico della protezione del prezioso, e anche grazioso, teste.
Diretto da Jackie Chan, Police Story srotola fotogrammi ad alto tasso di partecipazione emotiva che scolpiscono sequenze che definire rocambolesche potrebbe non rendere assolutamente l’idea (splendida, senza mezze misure, la disintegrazione a colpi di automobili della baraccopoli a inizio film) e che rendono gloria alla storia del cinema d’azione con una figura di poliziotto, o meglio, di attore-regista, la cui temerarietà amoreggia con il sovrumano. Sì, attore-regista più che poliziotto: è infatti noto che Jackie Chan si mette in gioco in prima persona nei riguardi delle condotte più pericolose - tanto da conservare un Guinness dei primati per “Maggiori stunts fatti da un attore vivente” (fonte Wikipedia) –, e qui, nei panni dell’intrepido detective Chan, si esibisce in almeno due situazioni limite: l’inseguimento a piedi di un autobus con arrembaggio favorito dal manico di un ombrello e la discesa di cinque (se la dinamicità dell’azione non inganna lo sguardo) piani di un centro commerciale abbracciato a un palo fra cascate di scintille di un impianto di illuminazione trattato come peggio non si potrebbe (con buona pace, in quest’ultimo frangente, del pur ragguardevole Schwarzenegger di Commando).
Digressioni umoristiche da torte in faccia (tre, per la precisione, di cui due da parte della fidanzata May, subite dal risoluto funzionario in un arco di pochi minuti) non indeboliscono più di tanto l’avventuroso intreccio, riuscendo invece a maggiormente valorizzare una furia vendicatrice finale che non è neanche il caso tentare di descrivere.

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