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Distance

Regia di Hirokazu Koreeda vedi scheda film

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AndreaVenuti

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La recensione su Distance

di AndreaVenuti
9 stelle

Distance, Hirokazu Kore'eda, 2001

Hirokazu Koreeda

Father and Son (2013): Hirokazu Koreeda

Dopo Maborosi e After Life il buon Kore'eda con la sua terza pellicola sembra chiudere una sorta di trilogia informale totalmente incentrata sul ricordo e sull'elaborazione del lutto (due topos della sua poetica) optando però per un approccio stilistico in parte differente rispetto ai primi due film.
 
In Distance un po' a sorpresa la machina a mano si erge a protagonista; la scelta risulta estremamente azzeccata ed è in grado di riflettere lo stato d'animo assai tormentato dei protagonisti, sconvolti da una disgrazia incommensurabile (i loro familiari tre anni prima si unirono ad una setta religiosa provocando prima un massacro e poi suicidarsi in massa; l'espediente narrativo richiama il nefasto attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995 ad opera della setta Aum Shinriky?).
In precedenza parlavo di memoria ed elaborazione del lutto, tematiche affrontate con delicatezza ma allo stesso tempo con un lucido sguardo critico nel momento in cui i nostri soggetti si ritrovano costretti a soggiornare, per una notte, nel rifugio degli attentatori.
 
Qui Kore'eda sfoggia più volte la tecnica del flashback, indagando sul perché dei normali membri della società di botto mollano tutto e aderiscono ad una folle setta.
Il regista inizia a mostrarci famiglie disfunzionali tra matrimonio in crisi, fratelli tanto vicini quanto distanti oppure padri assenti e rapporti di coppia distinti da un'incolmabile incomunicabilità.
 
Ricordi pertanto dolorosi ma in qualche modo condivisi con altre persone (memoria collettiva è una tematica chiave in Kore'eda) al punto da attivare una sorta di processo di elaborazione e confronto essenziale per i protagonisti.
 
Non mancano comunque pillow shots poetici o sequenze esistenzialiste/metafisiche (tipiche del "primo" Kore'eda, pensiamo ad esempio al chiarore rivelatrice di Maborosi).
 
PS Ovviamente ho scritto due righe in croce in quanto ci sono tanti altri aspetti che meriterebbero approfondimenti come l'importanza di una natura maestosa ed enigmatica oppure la sublime caratterizzazione di ogni personaggio (certo quando avori con Tadanobu Asano e Susumu Terajima tutto diventa più semplice)...
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