Espandi menu
cerca
Anima persa

Regia di Dino Risi vedi scheda film

Recensioni

L'autore

GIANNISV66

GIANNISV66

Iscritto dal 10 maggio 2010 Vai al suo profilo
  • Seguaci 141
  • Post 39
  • Recensioni 224
  • Playlist 38
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Anima persa

di GIANNISV66
8 stelle

Una Venezia decadente e ombrosa, un antico palazzo fatiscente e un interno familiare oppresso da segreti malcelati. Dino Risi abbandona la ben conosciuta strada della commedia all'italiana, di cui è stato uno degli alfieri, per avventurarsi una volta tanto nel sentiero del thriller psicologico. E lo fa con grande perizia: il risultato di questa sua incursione è una pellicola torbida, permeata da una tensione costante che tallona da vicino lo spettatore senza mollare la presa.
La storia narrata sembra un gioco di scatole cinesi dove ad ogni mistero da svelare se ne affianca un altro, e dove le risposte date sembrano gravare di sottintesi che ne inficiano il valore.
La realtà sembra sfuggire costantemente agli occhi del protagonista Tino, uno studente d'arte ospite presso gli zii. La casa in cui questi vivono è un palazzo di illustri e nobili origini ma malversato da un presente di decadenza. La decadenza e lo sfacelo dei muri si riflettono sulla famiglia: lo zio Fabio (un superbo Vittorio Gassman) ingegnere nostalgico dell'amministrazione asburgica e della lingua tedesca ("il dolce idioma di Goethe") è il padre - padrone di una moglie fragile e sottomessa (Catherine Deneuve, bravissima anche lei), la zia Elisa.
Rumori insoliti provenienti da una soffitta che dovrebbe essere disabitata perché impraticabile, suoni lontani di pianoforte e un passato misterioso che ha le fattezze di una bambina, tutto questo porta il giovane protagonista a una ricerca di una chiave che possa dare un'interpretazione reale a una serie di situazione che paiono provenire dai sogni (o meglio da un incubo). Neanche la scoperta dell'origine dei misteriosi rumori, ovvero la presenza di un fratello dello zio affetto da gravissime turbe psichiche e perciò segregato nella soffitta (l'anima persa del titolo) riuscirà a dare risposte definitive. Solo alla fine della vicenda i pezzi del mosaico andranno ad incastrarsi in un quadro che determinerà l'abbandono di Venezia da parte di Tino.
Tratto da un romanzo di Giovanni Arpino (scrittore da cui Risi aveva ricavato il soggetto anche per il precedente Profumo di Donna) Anima Persa è una pellicola a tinte fosche, quasi gotiche, e perciò in stridente contrasto con la restante produzione del regista milanese. Ma forse anche per questo un piccolo gioiello per coloro che amano il cinema.

Sulla trama

"Gli anni sono come una gomma che tutto cancella. Leggera, invisibile. Piano piano passa sugli occhi, sul naso, sulla bocca e rende tutto sfumato, incerto, confuso. Questa gomma la sento passare e ripassare ogni istante" (Elisa - Catherine Deneuve)
"Povere creature! Colpevoli soltanto di non aver accettato il buon senso e le sue regole infami. Lo sai perché li tengono rinchiusi? Perché i pazzi, come i bambini, conoscono la verità. E la gente ha paura della verità". (Fabio Stolz al nipote Tino mentre passano davanti al manicomio)

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati