Trama

Dopo una lite, l'intera squadra di calcio di Clourrières è sospesa fino alla fine della stagione. Al fine di salvare il piccolo club del Nord che potrebbe scomparire per sempre, l'allenatore decide di formare una squadra composta esclusivamente da donne per portare a termine il campionato. La situazione cambierà per sempre la vita delle famiglie coinvolte e le abitudini consolidate della piccola comunità locale.

Approfondimento

REGINE DEL CAMPO: LE DONNE E IL CALCIO

Diretto da Mohamed Hamidi e sceneggiato dallo stesso con Alain-Michel Blanc (con la partecipazione speciale dell'ex calciatrice Camille Fontaine), Regine del campo racconta la storia di una squadra di calcio femminile, nata quasi per caso. Tutto ha inizio quando, dopo una bagarre in campo, tutti i giocatori della squadra di calcio maschile di Clourrières vengono sospesi fino alla fine della stagione calcistica. Con l'obiettivo di non far fallire il piccolo club, il suo allenatore decide di mettere in piedi una squadra composta esclusivamente da donne per terminare il campionato. La situazione stravolgerà del tutto la vite delle famiglie delle persone interessate e cambierà notevolmente i codici della piccola comunità in cui gli eventi si svolgono.

Con la direzione della fotografia di Laurent Dailland, le scenografie di Stanislas Reydellet, i costumi di Hadjira Ben-Rahou e le musiche originali di Ibrahim Maalouf, Regine del campo è stato così presentato dal regista: "La storia è abbastanza semplice. Ai calciatori di una piccola squadra viene vietato per punizione di proseguire il campionato a causa della rissa che hanno provocato. Per portare a termine la stagione, i calciatori sono sostituiti, contro la loro stessa volontà, da una squadra composta da sole donne (che poi sono le loro mogli, figlie, sorelle e così via). Le calciatrici si ritroveranno così a dover affrontare avversari maschi per provare a salvare il salvabile ed evitare il fallimento della squadra. Per la prima volta, con Regine del campo ho voluto cimentarmi con personaggi femminili: senza neanche farlo apposta, i miei precedenti lavori hanno tutti protagonisti maschili e mi sembrava arrivato il momento di cimentarmi con l'altra metà della mela. Sono cresciuto circondato da donne: mia madre, le mie sei sorelle, le mie numerose zie e un numero impressionante di cugine e nipoti. Ero il più piccolo di nove figli e le donne della mia famiglia hanno contribuito alla mia formazione, facendo nascere in me la passione per il cinema e la letteratura".

"I miei lavori precedenti si basavano su dei confronti", ha proseguito Hamidi. "Anche Regine del campo presenta un confronto tra uomini e donne che, piuttosto che trasformarsi in scontro, getta le basi per una riconciliazione. Mi interessa da sempre, con una certa dose di incoscienza, occuparmi di differenze e dell'altro. Attraverso le mie storie cerco di abbattere i confini tra le persone, di superare i loro problemi di comunicazione, di offrire la possibilità di un punto di incontro e di permettere a chi sta agli antipodi di trascorrere del tempo insieme. In poche parole, ogni mio lavoro gira attorno al tema del riavvicinamento e della riappacificazione".

Ha infine aggiunto: "Poiché il calcio è un argomento prettamente maschile, ho trovato interessante ma anche divertente  invertire questa sorta di supremazia apportando nello sport nuovi valori e punti di vista. Ho giocato a calcio da ragazzo e le maglie che si vedono nel film sono quelle della mia vecchia squadra. Andando all'università, ho abbandonato lo sport e l'ho fatto diventare una semplice passione, che ogni tanto mi piace condividere con i miei amici. Sebbene sia un appassionato di calcio, ho scoperto il calcio femminile solo da poco. Per tale ragione, in fase di sceneggiatura ho voluto incontrare molte calciatrici. Due di loro si sono rivelate fondamentali: Léa Le Garrec, che ha militato tra le file della squadra di Saint-Malo, e Mélissa Plaza, altra professionista che ha scritto un libro sulle difficoltà che incontrano le ragazze che si avvicinano alla disciplina. Purtroppo, gli stereotipi sono duri a morire e ancora di più in una piccola cittadina di provincia, come la mia, seppur fittizia, Clourrières".

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Il cast

A dirigere Regine del campo è Mohamed Hamidi, regista e sceneggiatore franco-algerino. Nato nel 1972 a Bondy, Hamidi si è dedicato nella prima fase della sua maturità all'insegnamento: tra il 1997 e il 2008 è stato docente di Economia all'Université Paris-XIII. Ha partecipato anche alla fondazione… Vedi tutto

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