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Le ragazze di Wall Street

Regia di Lorene Scafaria vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Le ragazze di Wall Street

di alan smithee
4 stelle

locandina

Le ragazze di Wall Street (2019): locandina

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2019 - SELEZIONE UFFICIALE
Destiny fa la spogliarellista non tanto per vocazione, quanto per la necessità di mantenersi e di provvedere alla nonna anziana e malata. Siamo negli Usa attorno al 2007, quando l'attività finanziaria e borsistica creava gli ultimi scampoli di ricchezze in capo a manager impegnatissimi e galvanizzati, bisognosi di concedersi gli svaghi del dopo lavoro, e per questo disposti ad offrire anche laute ricompense alle belle donne in grado di distrarli per qualche attimo dalle loro attività speculative.
In quel frangente la ragazza conosce e diviene l'amica del cuore della splendida Ramona, la più bella e desiderata tra le spogliarelliste della città, sogno proibito di tutta la popolazione maschile in grado di potersela permettere. Quando la crisi economica del 2008 travolge e compromette intere esistenze, categorie sociali, creando disoccupazioni ed indigenza, anche per le spogliarelliste inizia un periodo critico, che solo grazie all'ingegno e alla scaltrezza di Ramona, la squadra affiatata di spogliarelliste riuscirà a superare, dando vita ad un team di professioniste in grado di soggiogare il ceto facoltoso ancora rimasto in piedi dopo la crisi, con il prezioso sussidio di un mix di droghe opportunamente miscelate per indurre la clientela a cedere ad ogni capriccio della scaltra squadra femminile. ...almeno fino al momento in cui, superato il limite, interverrà l'autorità a cambiare per sempre le regole di un gioco sfuggito ad ogni controllo e limite.
Da una regista, Lorene Scafaria, molto attiva nei serial Tv, Hustlers è incentrato sulla "necessità che la la donna ladra", e si presenta come una commedia di gran ritmo che ci immerge in un mondo dominato dall'arte del "fai da te" a scapito della ingenua tendenza maschile a lasciarsi abbindolare dal desiderio più primitivo e puro, quello che mette al tappeto anche i più scaltri ed intelligenti.
La rivincita delle donne unite, che si alleano nella necessità ed affrontano a loro modo, ma con risultati palpabili, gli effetti nefasti di una crisi economica senza precedenti.
La pellicola non rinuncia a rappresentarci le spogliarelliste come figure tutte monocolore, o buone e protese al crimine a fin di bene, o tossiche e perdute senza capacità di solidarizzare per raggiungere uno scopo. Inoltre il film, nella tipica tradizione calcolata made in Usa, ci parla di ambienti e attività al limite della prostituzione, riuscendo a crogiolarsi in quel falso pudore che diventa strumentale ad evitare il divieto ad un pubblico di minori, e per questo favorendo le possibilità di incasso, in gran parte condizionate proprio dall'appeal fisico-ergonomico delle belle attrici protagoniste.
E se il film è davvero poca cosa, parlando di bellezze mozzafiato, non possiamo rinunciare ad evidenziare come Jennifer Lopez - che nel film illumina di luce propria il suo incandescente show introduttivo con un discinto costumino a stringa, e sotterra senza scampo ogni altra collega pur bella presente, si confermi - alla splendida e per lei tutt'altro che impegnativa età di cinquant'anni recentemente compiuti, un vero e proprio monumento alla perfezione, come lo furono prima di lei solo poche altre bellezze assolute e clamorose (potrei citare a titolo esemplificativo Gene Tierney o Ursula Andress): le sue forme giunoniche meravigliosamente strutturate e gestite, fanno sì che la splendida attrice di origine portoricana si appropri inevitabilmente del film, condensando nelle splendide fattezze che la contraddistinguono, l'unica vera ragione di merito del prodotto, sempre ultra politicamente corretto ad eccezione di una sola, quella si davvero fastidiosa eccezione: la smania ad indossare pellicce di visone o cincillà, che proprio il personaggio di Ramona ostenta per tutta la durata della vicenda. 
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