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Che ora è

Regia di Ettore Scola vedi scheda film

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La recensione su Che ora è

di bepy86
7 stelle

Non è uno di quei film con cui vengono ricordati di solito Mastroianni e Scola.

Nonostante non goda di molta popolarità, è da encomiare per essere riuscito, con garbo e delicatezza, a delineare al meglio un rapporto che vede come protagonisti un padre ed un figlio: profondamente ancorato alla realtà il primo, sognatore dotato di grande sensibilità il secondo.

Prova inconfutabile di ció rintracciabile nella scena in cui il figlio dimostra di gradire maggiormente il regalo dell'orologio e non quello della casa.

È molto legato a quell'orologio da tasca perchè gli ricorda i tempi della fanciullezza quando il nonno lo toglieva dal suo taschino per caricarlo.

Il padre vorrebbe però che smettesse di fare troppo il sentimentale per dedicarsi con maggiore convinzione al suo futuro.

Inoltre desidererebbe che facesse a meno di frequentare gli amici del luogo, che a suo modo di vedere sono dei lavativi e degli approfittatori.

L'altro però non è disposto a seguire i suoi consigli e questo rifiuto contribuirà ad accrescere la tensione tra i due.

Alla fine, dopo una lite violenta ed accesa, verranno nuovamente contagiati da quell'affetto che non potrebbe mai  smettere di interessare un rapporto come era il loro.

Rinfrancati dalla pace acquisita, si salutano con la speranza di ritrovarsi cambiati nella maniera con cui ognuno di loro due vorrebbe che l'altro cambiasse.

Questo lavoro di Scola è un piccolo gioiellino che si fa apprezzare per la sua semplicità messa al servizio di una storia nella quale chiunque potrebbe facilmente immedesimarsi.

Da vedere inoltre perchè ci fa capire che non sempre è necessario ricorrere a degli stili troppo pomposi e ricchi di ornamenti per fare emozionare.

 

Mastroianni disse in un'intervista, che rilasciò nel periodo in cui era reduce dal film ''Oci Ciornie'' e si accingeva a partecipare a questo di Scola, che il nuovo lavoro, a differenza di quello del regista russo, non gli avrebbe dato l'opportunità di poter percorrere nuove strade. 

Io devo ammettere che tra i due ho preferito quello snobbato da Mastroianni perchè l'ho trovato più lineare e soprattutto più vero.

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