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Sin City - Una donna per cui uccidere

Regia di Frank Miller, Robert Rodriguez vedi scheda film

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La recensione su Sin City - Una donna per cui uccidere

di mc 5
10 stelle

Doppia premessa. Adoro Robert Rodriguez e il suo cinema (so bene che in tanti lo odiano) così come adoro il suo amichetto Quentin Tarantino. Di lui apprezzo sia il lato horror-trash-demente sia quello gioiosamente pop delle sue opere per ragazzi. Planet Terror e Machete: miti! Ma devo altresì confessare che ho pochissima dimestichezza con l'Universo Marvel, i cui fumetti ho frequentato pochissimo e soprattutto non sono interessato ai super eroi, nè su carta nè sul grande schermo (eh lo so di essere in minoranza, evabbè pazienza). Ok che in Sin City super eroi non ce ne sono ma era solo per dire che della Marvel non sono un fan. Il primo mi era piaciucchiato ma non sono in grado di esprimere confronti perchè 9 anni son lunghi e la mia memoria è labile. Posso solo dire che questo "2" mi ha preso proprio bene e me lo sono goduto alla grande. Film di una potenza visiva inarrivabile. Frank Miller è un Mago. E Rodriguez mi comunica l'impressione di un cineasta sinceramente appassionato di tutto ciò che la parola Cinema può esprimere. Per inciso, sappiamo che Robert ama provvedere un pò a tutto: per dire, qua lo troviamo impegnato alla sceneggiatura, regìa, fotografia, montaggio, scelta delle musiche...come farebbe un ragazzino alle prese con un'operina underground fatta in cantina. E invece si tratta di un poderoso blockbuster. Poi vabbè si sa che (esattamente come Tarantino) lui è uno di quei pochi registi che richiede (implicitamente o meno) ai suoi estimatori un forte senso di complicità, facendo leva su una base culturale di formazione di un immaginario condiviso. I detrattori sovente vagheggiano di una sua sorta di "spacconaggine" un pò troppo disinvolta. Ebbene, lo ammetto ma in positivo. Distinguiamo. Esiste la spacconaggine reazionaria e fascista di Michael Bay. Esiste poi la spacconaggine ignorante e volutamente grezza di Luc Besson. E infine abbiamo la spacconaggine intrisa di ironia e senso del grottesco e dell'eccesso che è quella che mi rende amabile Rodriguez. Il film è una delizia. Immagini potentissime, non un solo fotogramma sprecato, a reggere una storia irresistibilmente ed impagabilmente NOIR. Nera fino al midollo, a fondere mirabilmente atmosfere hard boiled con sfondi dark cupissimi, mettendo in scena un meravigliso teatro degli orrori popolato di personaggi affascinanti e quelli più seducenti sono inevitabilmente i LOSERS, la cui cifra dolente è ben più autentica delle paturnie ridicole che solitamente affliggono i super eroi Marvel. Qui infatti niente superpoteri o doppie identità a rischio ma solo i VERI dannati della Terra, quelli nati per perdere. Locali fumosi, spogliarelliste che sono angeli vendicatori, partite di poker con il Diavolo, questo non è che un minimo cenno di ciò che vi aspetta al cinema. Gli attori sono tutti fantastici a mettersi in gioco, a sfidare la loro stessa celebrità alle prese con un (ossimoro!!) blockbuster sperimental-underground. E sono troppi per citarli tutti. Una Jessica Alba mai vista così arrapante e irresistibilmente bella riesce a oscurare (ma solo un pò) Eva Green e Rosario Dawson. Joseph Gordon Levitt grandioso e soprattutto un Josh Brolin superlativo. Mickey Rourke fantastico dietro il suo mascherone. Camei illustri di Ray Liotta e un irriconoscibilissimo Stacy Keach. Il veterano Powers Booth. Insomma, c'è praticamente tutta Hollywood. Questo meraviglioso "pasticcio" di NOIR in salsa vintage è imperdibile. Se entrate nella Città del Peccato sono cazzi vostri. Per quanto mi riguarda, io aspetto già il terzo.

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