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Qui e là

Regia di Antonio Mendez Esparza vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Qui e là

di miss brown
8 stelle

QUI è Copanatoyac, un paesino di montagna nello stato di Guerrero, nel sud-ovest del Messico, a cui fa ritorno Pedro dopo anni di lavoro a New York. Solo la moglie Teresa lo aspettava con impazienza, le figlie, l'ombrosa adolescente Lorena e la petulante undicenne Heidi, sono cresciute tanto, ma non sembrano aver sentito la sua mancanza. Ha mandato tutti i soldi che poteva, ora porta regali, e strumenti che gli serviranno per il suo lavoro, ma è ormai un estraneo in quella casa. Pedro dovrà ricostruire da zero il rapporto con la sua famiglia; è un uomo gentile e paziente, sa che ci riuscirà.
E' un musicista, il suo sogno è rimettere insieme il suo vecchio gruppo di musica popolare per suonare alle feste. E ci riesce, con il fratello, il nipote e alcuni amici; i COPA KINGS trovano molti ingaggi ora che hanno una bellissima, costosa tastiera, nuove chitarre e un impianto come si deve. Anche il rapporto con le figlie è pian piano ricucito, la loro vita non è prospera ma è serena. Poi Teresa resta incinta, e di colpo tutto precipita. Viene sottoposta a un cesareo d'urgenza e a diverse trasfusioni, la neonata prematura deve stare in incubatrice e ha bisogno di medicinali costosi, e Pedro è costretto a fare molti debiti. Gli introiti dalla musica diventano sempre più scarsi e il chitarrista si trasferisce: è costretto a sciogliere il gruppo. Faceva il bracciante a giornata nei campi, ma è autunno, non c'è più molto da fare. Tira avanti come può come manovale, ma anche nei cantieri edili pare non esserci più posto per lui.
Nemmeno tre anni dopo il suo ritorno a casa Pedro deve tornare LÀ, a New York; con lui un ragazzo del paese, innamorato, che non vede altro modo di guadagnare abbastanza per creare una sua famiglia.

AQUÍ Y ALLÁ è il lungometraggio di debutto di Antonio Méndez Esparza, documentarista e autore di cortometraggi. Nato a Madrid, vissuto tra New York, la Spagna e il Messico, è anche lui un emigrante, seppure di lusso. E a New York conobbe il messicano Pedro de los Santos Juarez, che di giorno lavorava in un supermercato e la sera suonava nei locali. Fecero amicizia e Pedro diventò protagonista del suo premiato corto UNA Y OTRA VEZ.
Cinque anni dopo il regista scrisse una sceneggiatura che narrava di emigranti messicani, non nel momento straziante del distacco ma in quello altrettanto problematico del ritorno. Ebbe l'idea di sottoporla per una revisione al suo vecchio amico, ormai rientrato in patria.
Nasceva così questo sorprendente, piccolo grande film: che è interpretato con miracolosa naturalezza da Pedro, dalla sua vera moglie Teresa e dalla piccola Luz, dai suoi fratelli e compaesani (solo le interpreti delle figlie sono state scelte mediante provini) e ambientato nelle loro autentiche case e strade, scuola e campagna di Copanatoyac. Nessuno meglio di loro avrebbe potuto rendere con tale autenticità questa storia sulla bellezza della vita familiare, i suoi momenti di tenerezza e di intimità e di allegria. Che è anche una testimonianza di sfruttamento, di lavoro faticoso e dignitosa povertà, di solitudine e dolore di milioni di famiglie in cui troppo spesso gli uomini di casa, padri e mariti, sono come fantasmi, perché sono LÀ, oltre il confine. 
C'era un testo già scritto ma durante la produzione molti personaggi, battute, addirittura intere sequenze sono stati modificati, proprio per rispettare la genuinità della storia in quello che è un riuscito mix di film e documentario. Non è mai melodrammatico ma sempre intenso, “politico” eppure privo di clamore e retorica, sussurrato e discreto anche nella tragedia, affettuoso ed emozionante.
L'onnipresente Pedro de los Santos Juarez è anche interprete e autore di testi e musica delle canzoni della ricca colonna sonora, componente importante della trama: la musica e il cibo di casa sono fondamentali per tutti gli emigranti, legame primario con il ricordo degli affetti.
 
Prodotto col sostegno del Sundance, vincitore della Settimana della Critica a Cannes 2012, premiato a Montréal, a Tessaloniki e a Mumbai, QUI E LÀ è distribuito in Italia in versione originale sottotitolata dalla coraggiosa Cine Club Internazionale (che ci ha già fatto conoscere gli splendidi LAS ACACIAS e PARADA) in una decina di copie. Tenete d'occhio i giornali, o meglio ancora la pagina facebook del film, sarebbe davvero un peccato perdersi questo piccolo gioiello.

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