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Il seme della discordia

Regia di Pappi Corsicato vedi scheda film

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maurri 63

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il seme della discordia

di maurri 63
2 stelle

L'avevo perso l'anno scorso, ma l'ho recuperato poco fa...con molta fiducia. E invece...No, Corsicato: tu no! Proprio tu, che pur senza grandi trovate hai saputo reinventare il grottesco made in Italy, scopiazzi qua e là per darci 85 minuti di stralunata ed imbarazzante sceneggiatura! Epoi, prendere a prestito il Centro Direzionale di Napoli! Sembra che tu, invece di assecondare il flusso emotivo cittadino, forzi una struttura (palesemente spagnola, ma non per questo meritoriamente almodovariana) per piegarla a ciò che hai in testa! Costumi improbabili (ma come, con quel fisico, la Murino indossa sempre abiti eccentrici, cafoni, non alla moda?), luci (e cromatismi...) sbagliati: la fotografia è così luminosa da sembrare quella utilizzata per una fiction a basso costo in digitale, i balletti illogici e mal coreografati (e poi perchè la Stella balla all'improvviso...mah?), l'onisimo forzato e inaccettabile. Per non parlare del finale all'interno dell'Ikea, che richiama vagamente Eyes Wide Shut!  

Sulla trama

Una moglie ed un marito (anonimi, inutile menzionarne i nomi) sono attenti alla carriera, meno alla famiglia. Quando lei scopre di essere incinta, lui scopre di essere sterile...Ma tutto si aggiusta, come nella più banale e ripetitiva delle favole.

Cosa cambierei

Indubbiamente ridondante. E non asseconda la trama anzi, tende a soffocarla.

Su Pappi Corsicato

anca, senza idee: le classiche inquadrature campo/controcampo da genere televisivo, primi piani che denotano un trucco approssimato (si faccia attenzione alla scena confessione del violentatore: le espressioni restano rigide a dispetto delle lacrime), solo l'ottima direzione degli attori (Gassman a briglia corta, la Fabrizi che non "deborda", una Caterina Murino aderente alle contraddizioni del suo personaggio), un paio d'aperture con tendine (alla maniera del cinema classico degli anni '40), e una durata non eccessiva (e finalmente pertinente alla storia - ma qui, in generale, il consiglio dovrebbe andare a tutto il cinema italiano: fate film brevi!!! -) ci lasciano intravedere il regista splendido che (ahimè) fu. 

Su Caterina Murino

Erotica, energetica, estasiante...Difficilmente l'ex bond girl tornerà a queste vette, difficilmente troverà un regista che l'indicherà quale protagonista assoluta. Se l'è giocata bene.

Su Alessandro Gassmann

Controllato, misurato  a tratti rigido, eppure convincente. Non scade come spesso gli accade, ed è un grande merito che divide con il regista.

Su Martina Stella

Inutile, come (credo) il suo personaggio. Ingiudicabile.

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