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Quando c'era lui... caro lei

Regia di Giancarlo Santi vedi scheda film

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La recensione su Quando c'era lui... caro lei

di alex1975
2 stelle

L'idea di prendere in giro i nostalgici del Ventennio (e di mostrare come molti di loro si siano riciclati nelle istituzioni) era interessante: peccato che il risultato sia una serie di gag spesso infantili e recitate male.

Sulla nostalgia e sui nostalgici del Ventennio sono state fatte gustose satire, come quella di Giorgio Bracardi (col suo Catenacci, uno dei personaggi più sanguigni di Alto Gradimento) e quella di Mario Monicelli (con la sua galleria di militari rintronati che affiancano Tognazzi in Vogliamo i colonnelli). Sulla carta il film di Santi, che sembra richiamarsi a Bracardi e con un soggetto firmato tra l’altro da Oreste Del Buono e Hugo Pratt (quest’ultimo anche scenografo e attore), prometteva bene. Eppure, nulla funziona. La satira si traduce infatti in una serie di scenette dall’umorismo puerile e grossolano (in certi episodi addirittura da cartoon), la povertà delle quali è accentuata dai fondali di Pratt, che danno l’impressione deprimente di assistere a una recita oratoriale. La storia che raccorda le scenette rievocative del Ventennio è esile e improbabile (se non altro perché, per essere minimamente credibile, avrebbe dovuto essere interpretata da tre ottuagenari, o da attori camuffati come tali). Lo stesso cast, tranne Hugo Pratt, sembra non crederci, e non si impegna più di tanto; si segnalano, in negativo, Villaggio (che propone l’ennesimo personaggio alla Fracchia) e Orietta Berti (che sembra capitata lì per caso, giusto per preparare le tagliatelle). Si salva parzialmente Mario Carotenuto, il Papa manesco protagonista dell’unico episodio che strappa qualche risata. Il finale beffardo arriva fuori tempo massimo e non riscatta un’ora e mezza abbondante di scempiaggini, rese ancora più fastidiose dall’orrida colonna sonora (firmata dallo sconosciuto Alfredo Polacchi).

 

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