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Insomnia

Regia di Erik Skjoldbjærg vedi scheda film

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La recensione su Insomnia

di degoffro
6 stelle

Thriller nordico curioso, ha ispirato Hollywood per l'omonimo remake con protagonisti i tre premi Oscar Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank. La vicenda è sostanzialmente identica: una ragazza viene trovata uccisa in una discarica ed un poliziotto Jonas Engstrom, proveniente da Oslo, sofferente di insonnia, è chiamato a sbrogliare la matassa. Durante un appostamento uccide, forse non casualmente, il suo collega: l'assassino della ragazza ha visto tutto ed ora lo ricatta. Tra i due inizia una strana e poco lecita intesa che porterà ad incriminare un innocente e cioè il fidanzato della vittima, nella cui casa il poliziotto ha nascosto l'arma del delitto, ma il finale riserverà più di una sorpresa. Il punto di forza del film è il riuscito ritratto di un bad cop disonesto, antipatico, viscido, pronto a tutto pur di salvare la pelle (mentre nel remake di Nolan tutto è stato più alleggerito, il personaggio di Pacino è meno problematico ed anche il finale è decisamente più americano). Vediamo così il protagonista, interpretato assai efficacemente da Stellan Stargsgrand, ossessionato da un sole che non tramonta mai e che non lo lascia dormire, progressivamente perdersi tra ricorrenti incubi e paure continue. Oltre ad uccidere nella nebbia il collega, occultando poi una pistola, seduce maliziosamente in macchina la migliore amica della vittima, uccide a sangue freddo un povero cane, per poi estrarre dal suo corpo il proiettile che sostituirà con quello con cui ha ucciso il collega, tenta di violentare la ragazza della reception dell'albergo in cui alloggia, si accorda con l'assassino per incriminare un innocente, lascia poi morire l'assassino nelle gelide acque del mare senza fare nulla per salvarlo. Un uomo quasi esaurito, distrutto dall'insonnia, ma anche spietato e senza scrupoli, descritto nelle sue riprovevoli azioni e nei suoi gesti inconsulti, quasi disperati ed inconsapevoli, senza gli eccessi o le esagerazioni tipiche della Hollywood di oggi, quando si concentra sui cattivi poliziotti (si pensi al recente "Training day"). Certo la regia è di routine, piatta e piuttosto "fredda", la recitazione televisiva, il ritmo a tratti soporifero, l'azione ridotta a sporadici inseguimenti di corsa: chi cerca il tipico poliziesco americano moderno è bene che si astenga, anche perché il film convince soprattutto per il realistico ritratto psicologico del protagonista e per il finale amaro e disilluso, molto più efficace e meno convenzionale rispetto a quello del remake.
Voto: 6 e mezzo.

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