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Django sfida Sartana

Regia di Pasquale Squitieri vedi scheda film

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La recensione su Django sfida Sartana

di giurista81
5 stelle

Spaghettino western debole nell'intreccio, ma diretto in modo non disprezzabile da un regista che poi si sarebbe fatto apprezzare nei mafia movie: Pasquale Squitieri. Il regista napoletano, qua agli esordi, scrive, sceneggia e dirige un prodotto dal modesto budget supportato da una coppia di protagonisti chiamati a vestire i panni di Django e Sartana. Da una parte abbiamo Luciano Stella (alias Tony Kendall) e dall'altra Giorgio Ardisson (anglicizzato in George Ardisson). Niente di blasonato, eppure due attori efficaci nei rispettivi ruoli che spiccano in un cast di comprimari dove si riconosce, in veste di spalla, il caratterista José Torres. Più interessante il dandy Sartana, rispetto al più timorato e classico Django. Se il primo è considerato "la più veloce pistola del west" con una taglia pendente sulla testa, il secondo è una sorta di vigilante che libera il paese dalle bande di manigoldi. I due personaggi, ovviamente, sono apocrifi rispetto alle relative serie originali e non hanno nulla in comune con gli ispiratori. Qualcuno, l'insospettabile banchiere della città, pensa bene di metterli l'uno contro l'altro, così da trarne profitto addossando la responsabilità della rapina a Sartana stesso.

Squitieri abbonda con i primissimi piani e forgia un western piuttosto sadico, sebbene non abbia la forza di osare nella messa in scena (si veda la tortura cui è sottoposto Django o, ancor di più, l'atroce morte di una donna calpestata dai cavalli). In particolare abbiamo un contrasto interessante tra due personaggi femminili, affidati a due attrici minori. Abbiamo una donna legata ai valori materiali che incita il proprio uomo a uccidere e un'altra, buona, che reputa la morte, persino del bandito che l'ha segregata, quale atto da evitare.

 

Squitieri gioca con i cambi di messa a fuoco e piazza qualche zoom come era solito fare nel periodo, dimostrando di avere nelle corde il genere. Alla colonna sonora Umiliani offre discreto sound. Non male la fotografia di Eugenio Bentivoglio. Brutte invece le scenografie, soprattutto le esterne che ricordano molto da vicino i western di Demofilo Fidani. 

Nel complesso è un western minore, che si lascia comunque vedere. Assurde alcune soluzioni, come vedere un cattivo costretto a muoversi con delle ramificate corna di cervo in testa, dopo che Sartana gliele ha fatte cadere in capo, così da suggerire quanto la compagna dell'uomo sia poco fedele. Una trovata ironica incastonata in un film che di ironico ha poco o nulla.

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