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Cléo dalle 5 alle 7

Regia di Agnès Varda vedi scheda film

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La recensione su Cléo dalle 5 alle 7

di fratellicapone
8 stelle

Il film si svolge tutto in un’ora e mezza e la durata del film corrisponde agli eventi che accadono in quel piccolo intervallo di tempo. Il termine, ormai non più usato “dalle 5 alle 7” si riferisce a quella parte del giorno, dopo le ore di ufficio, in cui prima di tornane a casa che persone che avevano una storia d’amore clandestino si incontravano. Qui l’amore non c’entra niente Cléo è una giovane donna molto attraente ed altrettanto insopportabile che aspetta il risultato delle analisi fatte per il sospetto di una terribile malattia. Le analisi saranno pronte e confermeranno la diagnosi infausta. Cléo, il cui nome è in realtà Florence, è una cantante di una certa notorietà che vive da sola in un grande e strano loft pieno di gatti. Ha una cameriera/governante che sta con lei e un’amante che saltuariamente la viene a trovare. Il film inizia con lei che va da una chiromante a farsi fare le carte. Le carte, l’unica parte a colori del film, saranno impietose per la povera Cléo. La donna ne esce sconvolta e da qui inizia un continuo girare a piedi, in taxi, per Parigi senza un senso compiuto o uno scopo. Per la più parte e sicuramente la parte più riuscita e di grande abilità della regista, della scenografia e della fotografia è un film di strada, di movimento, di scene con ampie manovre della ripresa. In questo continuo muoversi per la città coglie presagi di morte, da maschere etniche in una vetrina, da insegne di pompe funebri, da un uomo che in strada, per spettacolo, inghiotte rane vive (una cosa rivoltante) e da un altro che trafigge con dei lunghi spilloni. C’è un fiume di gente che passa intorno a Cléo, che si da appuntamenti, che parla d’amore al bar, che insomma vive senza pensare alla morte e sembra essere in un’altra dimensione rispetto al vagare e allo sguardo smarrito di Clèo. C’è una scena in cui Cléo va a trovare una sua amica che sta posando nuda in un atelier di scultori. Lei è su una pedana nuda ed in piedi e intorno una decina di scultori scolpiscono orribili statue ispirate alla modella, sembra quasi un’anticipazione di quello che sarà di Clèo dopo morta e non serve entrare in un negozio elegante e provare vorticosamente cappellini nuovi e costosi per non pensare al suo destino. Alla fine Clèo incontra in un parco un militare che la sera stessa partirà per l’Algeria, erano gli anni della lotta per la liberazione dell’Algeria dal dominio francese. Tra i due si instaura una sintonia come con nessun altro nel film, Sarà lui che l’accompagnerà a ritirare le analisi dove uno scorbutico medico le confermerà la diagnosi. Una piccola curiosità, quando Cléo va dalla sua amica modella poi vanno insieme dal compagno di lei che è un operatore in un cinema e dalla sala di proiezione vedranno un breve film muto, anche questo carico di presagi di morte. Il film era interpretato da Godard.

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