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La bambina che non voleva cantare

Regia di Costanza Quatriglio vedi scheda film

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La recensione su La bambina che non voleva cantare

di mm40
3 stelle

L'infanzia e l'adolescenza di una bambina toscana molto dotata nel canto, Nada Malanima, che ad appena 15 anni debutterà al festival di Sanremo 1969 con Ma che freddo fa, stupendo il pubblico e ricevendo enormi consensi.


La storia di Nada – nome completo Nada Malanima – è una piccola fiaba, con alti e bassi, difficoltà, ostacoli e lieto fine: cresciuta con una madre difficile, dotata di un talento cristallino per il canto, fin da piccola ebbe modo di dimostrare le sue doti vincendo anche qualche concorso locale, fino all'affermazione definitiva su scala nazionale con la partecipazione al Festival di Sanremo del 1969. Il brano era Ma che freddo fa, oramai divenuto leggendario, e la ragazzina (Nada aveva da poco compiuto 15 anni) fece poi del palcoscenico e del microfono, come è noto, il suo mestiere. Questo lungometraggio girato per la Rai da Costanza Quatriglio racconta la parte meno nota della vita della cantante, quella relativa appunto all'infanzia e all'adolescenza, e difficilmente si sarebbe potuta trovare una protagonista più in parte di Tecla Insolia, che debuttò 16enne a Sanremo 2020 ripercorrendo sostanzialmente le orme di Nada. Quel che si manda giù a fatica è, al di là di una confezione un po' approssimativa aderente agli standard contemporanei del piccolo schermo, una certa tendenza a romanzare in modo un po' superfluo da parte della sceneggiatura firmata da Monica Rametta e della regista che, peraltro, già nel 2009 aveva realizzato un documentario su Nada (Il mio cuore umano, ispirato all'autobiografia della cantante esattamente come fa La bambina che non voleva cantare). Altri interpreti: Carolina Crescentini, Paolo Calabresi, Sergio Albelli, Paola Minaccioni, Massimo Poggio e la piccola Giulietta Rebeggiani. 3,5/10.

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