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Trama

Il cantautore brasiliano Caetano Veloso ricorda la notte del 1968 in cui lui e Gilberto Gil furono prelevati nelle loro abitazioni a San Paolo da agenti sotto copertura della dittatura militare. Vennero portati allora a Rio de Janeiro e lasciati da soli per una settimana prima di essere trasferiti in carcere.

Curiosità

Il 13 dicembre 1968, la dittatura militare in Brasile approva la Legge Istituzionale n. 5 – ribattezzata in seguito AI-5 – che segna l’inizio della fase più violenta e repressiva del regime. Quattordici giorni più tardi, il cantautore Caetano Veloso viene arrestato. Prelevato dalla propria casa di San Paolo da agenti in borghese che si rifiutano di spiegare la ragione del suo arresto, Caetano è trasferito a Rio de Janeiro. Viene confinato in cella di isolamento per una settimana e successivamente rinchiuso in un’altra cella e sottoposto alla più dura prova della sua vita. Complessivamente rimane in carcere per cinquantaquattro giorni.

Cinquant'anni più tardi, il documentario ripercorre i ricordi e le riflessioni di Caetano durante il periodo di detenzione. Attraverso un ritratto intimo e dettagliato dei giorni trascorsi in isolamento, egli ricorda e interpreta le canzoni che segnarono il periodo della sua incarcerazione, oltre a ripercorrere le vicende dolorose vissute e condivise con altri detenuti, come l'amico Gilberto Gil, che fu arrestato lo stesso giorno. Caetano fornisce nuove informazioni ricevute dal regime dittatoriale in merito alle ragioni della sua detenzione, rivelando l'opinione della dittatura nei suoi confronti e gettando luce sulla brutalità arbitraria che caratterizzò quel capitolo della storia brasiliana.

Hanno commentato i registi Renato Terra e Ricardo Calil: All'età di ventisei anni, Caetano Veloso viene arrestato dalla dittatura militare che governava il Brasile. Cinquant'anni più tardi, l'anziano artista ricorda il tempo trascorso in carcere e condivide la sua esperienza di isolamento, solitudine e angoscia. Il film esclude quanto non è strettamente necessario e si concentra sulle parole, sui gesti e sullo sguardo di Caetano Veloso. «Un uomo ricorda e il suo racconto raggiunge una rara risonanza collettiva», ha detto Walter Salles a proposito del film. «Narciso em ferias è un'immersione nei ricordi di Caetano Veloso a proposito della sua incarcerazione sotto la dittatura militare, alla fine degli anni '60. Non ci sono parole o movimenti di camera superflui nel film. Tutto è vibrante e ridotto all'essenziale dai due registi in osmosi con Caetano. Il film ci rammenta che i ricordi sono necessari per dare un senso al presente e riafferma la vitalità del cinema brasiliano in uno dei momenti più difficili nella storia del Paese».

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