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Maledetta primavera

Regia di Elisa Amoruso vedi scheda film

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claudio1959

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Maledetta primavera

di claudio1959
6 stelle

Siamo a Roma nel 1989. Nina ha tredici anni e fa parte di una famiglia alle prese con i problemi soliti di persone normali che devono sbarcare il lunario, con un padre che si arrabatta per far quadrare il bilancio con più lavori ed una madre che fa fatica ad essere moglie e madre, poi c’è Lorenzo il fratellino che soffre di disturbi della personalità e può diventare pericoloso. Il film inizia con il trasloco dal centro città ad un quartiere più modesto, fatto di alti palazzi anonimi, ragazzi che girano sul motorino senza casco, all’epoca di ambientazione del film non erano obbligatori. Pure la scuola che frequenta Nina e’diversa, ci sono le suore ad insegnare e non le maestre, Nina non ha amici, la ragazzina e’timida, ma non selvatica, anche perché abituata a badare al fratello più piccolo con responsabilità e precoce maturità, perché lo deve fare. Un incontro fortuito, come nella vita capita, il destino sempre in agguato modella le nostre azioni si sa, conosce Sirley e viene travolta dalla sua energia, l’altra ragazzina ha tredici anni come Nina abita nel palazzo di fronte e’mulatta e balla la Lambada, ballo caratteristico di quegli anni con il motivo così famoso, che tutti conoscono . Sirley proviene dalla Guyana francese e’stata adottata, ha un sogno: interpretatare la Madonna nella processione del quartiere . Sirley e’particolare, ma non strana, con un passato difficile, in una scena ambientata in classe le sue compagne affermano che è figlia di prostituta in modo cattivo, come solo i bambini nella loro immaturità si comportano a volte, quando sono in branco. Sirley non ha regole e disciplina ha un solo modo per approcciare le persone o le aggredisce o le seduce . Nina ne viene attratta, anche se ne è spaventata, Sirley da attenzione a Nina, certo a modo suo, l’unico modo che conosce e la fa sentire per la prima volta speciale, la coinvolge emotivamente e velocemente questa amicizia sbocciata in modo anomalo la assorbe totalmente . Maledetta primavera e’ un racconto di formazione e fa capire come il desiderio trasforma l’infanzia in adolescenza, una storia di crescita di sviluppo, non solo nel corpo, ma anche nella mente, una storia di solitudine, di scoperta, anche della propria sessualità . La regista molto abile in una scena a filmare i corpi delle ragazzine, nel momento della loro pulsione sessuale , del loro istinto amoroso ed ingenuo, come deve essere , quando si hanno tredici anni.Maledetta primavera e’ alla fine una storia d’amore vista e filtrata con gli occhi di bambina che cerca il suo posto nel mondo. Fanno da contorno in modo veritiero, con una recitazione naturale semplice, ma non semplicistica Micaela Ramazzotti e Giampaolo Morelli nel ruolo dei genitori di Nina, Fabrizia Sacchi nel ruolo della madre adottiva di Sirley e le giovani e splendide debuttanti Emma Fasano - Nina e Manon Bresch - Sirley.il film e tratto dal romanzo Sirley edito da Fandango scritto dalla stessa regista Elisa Amoruso regista debuttante, da seguire nei prossimi film. Voglio terminare le mie note con l’inizio del testo della canzone di Loretta Goggi Maledetta primavera traino del film : Voglia di stringersi e poi, vino bianco, fiori e vecchie canzoni. E si rideva di noi, che imbroglio era....una delle canzoni più cantare da tutti, una bellissima canzone con un fondo di malinconia . Perché il vero significato di una canzone e di un film, non sono che un riflesso dello stato d’animo e della nostra propensione ad assorbire le emozioni, che questo film mi ha dato in modo dolce e soave. Maledetta primavera ascoltata in macchina a manetta in una calda estate del 1989, non è che l’urlo di una figlia della sua amica del fratellino , di sua mamma, alle prese con la vita, che non si ferma mai, che ci fa ridere, emozionare anche piangere, ma si chiama vita . Nota di chiusura il film è prodotto da BIBI Film distribuito da BIM distribuzioni ed ha partecipato come opera prima al festival di Roma 2020.

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