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No Time to Die

Regia di Cary Fukunaga vedi scheda film

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Utente rimosso (PeppeDeMaria1)

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La recensione su No Time to Die

di Utente rimosso (PeppeDeMaria1)
7 stelle

Non all'altezza dei precedenti, ma non così male come sentenziano da alcuni. Con Graig s'è fatto passi da gigante nella saga; magari in questo capitolo s’è inciampato un poco, ma senza cadere. In definitiva, la pecca più grossa che sento d'attribuirgli, è giusto quella d'esser l'ultimo interpretato da Graig. Chissà cosa ci toccherà ora? 6½ > 7 ©®

007 – No time to die

Con permesso... salve a tutti! Piacere, Giuseppe.

Questa mia non voleva esser una recensione. No.

Voleva piuttosto esser un “articolo”, ma temo che questa funzione proposta dal sito sia  appannaggio esclusivo delle cosiddette “firme” dello stesso.
Indi... causa forza maggiore... vada per la recensione, che ad alcuni potrà sembrare quello che in effetti è, ovvero, un arringa in difesa non tanto del film in questione, quanto piuttosto dell’intera saga ed del suo stesso interprete, l’a me eccelso, Daniel Graig.

Dunque, eccomi qui, si vada a cominciar J

Non sono mai stato un grande appassionato dei film d'azione, anzi, tutt’altro: a volte mi hanno persino procurato fastidiose reazioni emotive, anche di una certa entità (una volta dovetti abbandonare la sala) ne tantomeno della saga 007: ho un'età a cavallo tra il tramonto dell'era Connery e l'alba di quella Moore, il peggiore di sempre, sì! anche di Dalton, Timothy Dalton! J

In gioventù arrivò poi Brosnan e mi piacque da subito: azzimato ma non “alliccato” (scusate il “napoletanismo”) impomatato... quanto Connery, meno statico, più attivo, espressivamente ed atleticamente, un po' meno manichino/damerino, un po' più umano e, soprattutto, più iconico del predecessore Moore (a volte ridicolo il povero Roger Seyamour) ma mai (iconico) quanto Connery, nel senso che Pierce dava al personaggio una caratterizzazione sempre sì elegante, alla Connery, con un humour più “intelligente” di quello di Moore (certo, qualche battutaccia penosa la sceneggiatura l'ha imboccata anche a lui, ci sta, ma Brosnan aveva il volto giusto per reggerle “quasi” tutte) ma soprattutto, Pierce Brosnan si poneva su di un piedistallo più basso, appunto, più probabile, più fruibile, credibile, mi ripeterò, ma sì, più “umano” con tutte le accezioni del termine; diciamo che Pierce è andato a scuola certamente da Connery, ponendo però le basi le basi per un Graig ancora da venire.

Daniel Craig

No Time to Die (2021): Daniel Craig

 

Un Daniel Graig il di cui arrivo... ah lui è stato perfetto! Il migliore di sempre! La filmografia migliore di sempre!
Una saga, un'epopea, una parabola la sua, che si apre e si chiude con lui quale, in cinque film magari non sempre perfetti, ma con una loro cronologia non solo temporale ma anche biografica, affettiva, dipanata e mai impiegata prima del suo avvento... ne conferiscono il “James Bond” meno “007” e più “James”... di sempre: eccezionale Daniel Graig nel conferire una vulnerabilità, una prestanza, un fascino... sì, ruvido, spigoloso, non è bellissimo, affascinante nemmeno, non nel senso elegante del termine, tutt’altro... piuttosto si sforza di esserlo... anche troppo virile (e meno male!) e questo lo rende “così tanto più Vero” ed a noi più vicino, di tutti i suoi predecessori, inarrivabili se non con la fantasia; a volte pure annoiata – o noiosa – fate voi.

Daniel Craig, Léa Seydoux

No Time to Die (2021): Daniel Craig, Léa Seydoux

 

Una volta visti gli 007 di Daniel Graig... tutti gli altri vengono dimenticati – da chi se ne intende, ovviamente... da chi possiede un minimo di gusto, anche critico, e di apertura mentale, certo, non da chi è stato indelebilmente marchiato nei neuroni più profondi del cervello dall'assioma “Sean = Bond”.

locandina

No Time to Die (2021): locandina


Cavoli! ci sono milioni di persone che non solo hanno digerito, ma pure fagocitato, persino apprezzato in alcuni casi, Adam Driver in qualità – qualità proprio no, non riesco ad accostare il sostantivo al suo nome – anzi, nei panni “e mantello” di “Dart Fenner” – e qui non si riesce nemmeno a scorgere quanto sia migliorato il “personaggio Bondiano” con l'avvento di Daniel Graig: ma non solo per la sua interpretazione (che è differente da “recitazione”), ma come già spiegato, anche grazie al lavoro di sceneggiatura, nella quale si è voluta ricreare l'intera epopea del personaggio, dalle origini, anzi, direi più dalla sua “genesi” (eccelso il primo cap.) alla sua nemesi; cosa mai tentata, ne tantomeno spiegata, prima.

Ad eccezion fatta forse, del tentativo con quello sfortunato attore, tale George Lazenby, di cui pochissimi ricordano il nome, o , addirittura ignorano l’esistenza (in quanto fanno collimare l'avvento dello “007” cinematografico con quello di Sean Connery), in cui si assiste alla triste morte della consorte di Bond, freschissima di nozze per altro.

Daniel Craig, Léa Seydoux

No Time to Die (2021): Daniel Craig, Léa Seydoux

 

Quest’ultimo capitolo della “Saga Graig” non sarà il migliore dei precedenti, non tanto per i motivi addotti dai suoi detrattori – immancabili i porta vessillo del compianto Sean Connery – ma soprattutto, perché ne ha (forse) decretato la fine!

locandina

No Time to Die (2021): locandina

 

P.s. Se posso osare un paragone, lo so, certamente provocherà l’amenorrea alle schiere di ammiratrici del “Sempiterno” Sean... e l’impennata della pressione arteriosa dei puristi Bondiani... ma ho quasi cinquant'anni, come tutta la mia generazione ho conosciuto 007 nelle sembianze di Sean Connery, cresciuto poi con Roger Moore, ma, una volta comparso sulla scena Pierce Brosnan, non ho mai più potuto soffrire il “Bond di Sean” (tanto più quello di Moore).
Benché abbia io visto praticamente tutti i film dell’indimenticato Sir scozzese, l'ho sempre identificato come il volto più statico ed imperturbabile tra tutti i volti del firmamento cinematografico, da quando, in un impeccabile smoking bianco, si appoggiava al bancone di un elegante bar, di un noto casinò, ordinando il suo celeberrimo “Martini agitato non mescolato”, a quando passeggia in bicicletta nel Bronx, o arranca ormai stanco nelle paludi della Louisiana, fino a troneggiare sull’imponente torretta di un fantomatico sottomarino... persino quando sbircia le natiche disegnate di una conturbante ladra... o, languido, si trascina ormai morente in una pozza di sangue (suo miglior ruolo quello), sempre la stessa imperscrutabile espressione. Altro che “Clint Eastwood con sigaro o senza”.
Quasi non gli fosse mai riuscito di abbandonare i panni di quello che nel tempo. è divenuto, quasi per assioma, il suo alterego, il suo personaggio più iconico, “lo 007 primordiale”.
O forse... come non avesse mai inteso farlo.

E poi si dice sempre male dei vari Matt Damon, Affleck, C.Diaz, Cruise, Jolie e via dicendo... la lista è lunga, ma Connery resta sempre intoccabile.

 

Mentre, avendo io seguito praticamente l’intera carriera del ferrigno Daniel Graig, posso affermare che lui sì riesce a dismettere lo smoking del suo personaggio, del suo ruolo più celebre e quotato. E a tal proposito consiglio la visione dell’ottimo “The Mother” girato si prima della convocazione alla corte della premiata ditta “Broccoli&co.” Ma pure altri ruoli di una certa rilevanza, quali lo psichiatra dell’ottimo thriller “Millenium – uomini che odiano le donne” nonché lo scienziato di “Invasion” o “l’onesto delinquente” in “the Pusher” e altri più o meno noti che ora non sto qui ad elencare, tanto per citare quelli in cui recita senza dover impugnare un’arma.

Daniel Craig

No Time to Die (2021): Daniel Craig

E senza disturbare la psicologia, ma come dicono i saggi – “chi non cambia mai opinione, giudizio, è il vero stupido”.
Non sono tanto i detrattori di Graig a NON correre questo rischio, quanto più i fanatici incalliti di Connery: loro nemmeno ci hanno provato a cambiare il loro.

Daniel Craig

No Time to Die (2021): Daniel Craig

 

Così, con Graig fuori dai giochi (mai capito se per sua scelta o meno), a quelli che si chiedono chi... se stessimo parlando del Bond di Connery, sarebbe d’obbligo usar la costruzione più elegante ed abusata – “chi ne raccoglierà l’eredità”... perché forse mai nel cinema è esistita un’eredità da raccogliere più caustica di quella qui in questione, di certo più pesante di quella che so, di un Superman o, perché no, un Hercule Poirot, (ad esempio).

Daniel Craig, Christoph Waltz

No Time to Die (2021): Daniel Craig, Christoph Waltz

Per rispetto al più blasonato che premiato divo britannico, anzi, scozzese, tanto per non ostentare troppo la mia propensione per questo Graig, arrivato anni fa, come tutti i divi, quasi dal nulla, mi limiterò ad un più moderato, misurato chi prenderà il suo posto... o almeno, “chi subentrerà nel suo ruolo”... domanda alla quale vorrei tanto non dover rispondere.

Nella recensione da cui ho preso spunto (tale M Valdemar), si chiedevano cosa ci aspetterà adesso.
Sarà l'incombente, abusato, quant’opprimente “politically correct”, onnipresente, dallo spot tv al film da oscar, passando per la fiction, fino alla serie TV (ai miei tempi si era soliti dire telefilm!) soprattutto il film da oscar! Ecco cosa mi attendo io.
Spero che l’ipotesi – la peggiore auspicata – che verrà perseguita, non sia davvero quella del personaggio voltato al femminile, o addirittura in formato gay o, peggio, trans gender – e di colore per giunta!

Lashana Lynch

No Time to Die (2021): Lashana Lynch

 

Purtroppo, da quanto appreso in questo ultimo capitolo, sembra sia questa la strada imbroccata, anzi, pare qui abbiano fatto le prove: già da metà pellicola, è quella “maschiona” di colore ad essere apostrofata come 007: a costei andrebbero indirizzate le più o meno aspre critiche che ho letto qui e la... è lei che con un aplomb da duro picchiatore che rasenta il ridicolo, davvero ai margini del dubbio circa il suo effettivo “genere” (guai a dire sesso!), con battute si stupide le sue, altro che quelle del “Villain” di turno (Rami Maleck, un premio Oscar, vi ricordo! non che tale premio sia sinonimo di garanzia, ma sempre premio Oscar resta!). Quella cavallona, sempre assurda con i suoi improbabili occhiali da sole a specchio sotto un cielo sempre plumbeo, freschi di fiera del design che nemmeno Fedez e compagna (o meglio “Ferragni e compagno”), le sue battute da B-Movie, le movenze da Lukaku in area di rigore!
Ecco cosa ci aspetta.

Lashana Lynch

No Time to Die (2021): Lashana Lynch


Era proprio necessario cambiare il quotato Graig? Ammesso e non concesso sia stata una scelta dettata dalla volontà dell’attore Britannico – inglese, da non confondersi con il suo mentore, suo e di tutti quelli venuti poi, scozzese.
Lo rimpiangerete anche voi come lo rimpiango già io, se davvero amate, non solo la saga di 007, non James Bond, ma il cinema tutto!

“La nuova diva... tutti i Bond si porta via”

Daniel Craig, Lashana Lynch

No Time to Die (2021): Daniel Craig, Lashana Lynch

Certo, avete ragione, questo ultimo capitolo forse non è all'altezza dei precedenti, ma io non lo trovo poi così male come l’hanno giudicano alcuni qui nel sito: andiamo, dai tempi degli altri interpreti e i loro capitoli, si è fatto passi da gigante nella saga; certo, in questo capitolo, forse s’è inciampato un tantino... ma non ci si è schiantati a terra, su, dai!
In conclusione, forse non l’unica, ma la pecca più evidente che mi sento di attribuire al film... è proprio che ormai è davvero certo sia stato  l'ultimo impersonato dall’ottimo Graig.

©®™

locandina

No Time to Die (2021): locandina

Lashana Lynch

No Time to Die (2021): Lashana Lynch

Daniel Craig

No Time to Die (2021): Daniel Craig

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