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It Must Schwing - The Blue Note Story

Regia di Eric Friedler vedi scheda film

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La recensione su It Must Schwing - The Blue Note Story

di barabbovich
5 stelle

Quella di It Must Schwing è una bella favola di integrazione e successo: quella di due immigrati ebrei che, negli anni Trenta, fuggirono dalla Germania nazista per rifugiarsi negli Stati Uniti. Entrambi appassionatissimi di jazz e senza un soldo in tasca, riuscirono comunque nell’impresa di riuscire a fondare un’etichetta discografica rimasta leggendaria: la Blue Note. Forse perché discriminati essi stessi, Alfred Lion e Francis Wolff, i patron della Blue Note, ebbero l’enorme merito di contrastare la ghettizzazione nei confronti dei neri che si esprimeva anche nella musica e persino nelle copertine dei dischi, portandoli allo scoperto. Proprio su quelle copertine ritroviamo le facce di musicisti come Miles Davis, Herbie Hancock, John Coltrane, Sonny Rollins, Wayne Shorter, Ron Carter, Thelonious Monk, Quincy Jones e tanti altri.

Il documentario è soprattutto il racconto agiografico in motion capture della vicenda che coinvolse i due transfughi tedeschi, inzeppato di testimonianze piuttosto ripetitive sull’apporto dato dai due tanto alla musica jazz quanto alla questione razziale. Piuttosto monocorde, il film trova il suo momento di punta nel frammento in cui racconta come si evolvette la grafica delle copertine della Blue Note.

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