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Amici miei

Regia di Mario Monicelli vedi scheda film

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La recensione su Amici miei

di maso
10 stelle

“Amici miei” è un film disperato che parla di quattro amici di lunga data, a cui se ne aggiungerà un altro nello svolgersi della storia, che sono ormai prossimi alla vecchia e per scacciare la paura dell’imminente deperimento fisico e quindi della morte fanno degli scherzi da bambini, delle zingarate come le chiamano loro ma quando poi allo zingaro non gira più rimane solo con i suoi rancori, le sue amarezze e si ritrova a dover parlare con la sua angoscia, il suo vuoto esistenziale: c’è il Necchi che gestisce il bar quartier generale degli zingari
insieme con la moglie che lo asseconda in tutto ma quando giura sul loro figliolo morto significa che ha passato il segno, c’è l’architetto Melandri che vive da solo aspettando ancora di incontrare la sua Beatrice, il lussurioso conte Mascetti che nel giro di qualche anno si è sputtanato il suo patrimonio e quello della moglie per godersi la bella vita con le sue amichette ed ora vive in uno scantinato dove pare che c’è tutto e invece un c’è niente insieme con la devota ma sempre più disperata  consorte e la figlia ritardata, il Sassaroli medico rinomato che si aggrega alla comitiva dei vecchi compagni d’armi un po’ per la noia e un po’ per la voglia di far bischerate lontano dalla sala operatoria e infine c’è il Perozzi voce narrante della storia visto che di mestiere fa il giornalista ma dentro casa ha una moglie dal cuore di ghiaccio che lo considera una nullità e un figlio che al contrario del padre non ha il minimo senso dell’umorismo e prende la vita troppo sul serio mentre per lui è sempre un gran divertimento.
Eccoli qua gli “Amici miei” cari amici, che se non ci fossero loro verrebbe voglia di buttarsi nell’Arno per quanto la vita sarebbe noiosa e priva degli scherzi perpetrati senza ritegno alcuno nei confronti di tutto e tutti, nessuno escluso: dal paesello di quattro anime alla stazione dove la gente si affaccia imprudentemente ai finestrini, fino a mettere alla berlina anche loro stessi dinnanzi ai problemi che nella vita segnano le nostre giornate e le nostre paure, finanche dinnanzi la morte che in fondo altro non è che una componente inevitabile della vita e che purtroppo non fa ne scherzi ne sconti.
Monicelli ha realizzato una commedia travolgente dal retrogusto amarissimo in cui si ricordano battute e situazioni entrate nell’antologia del cinema italiano: la supercazzola prematurata, le sotto ‘oppe di peltro, le penellate alla Titti, sorella non è vitella e tutti gli scherzi organizzati dai cinque buontemponi hanno fatto ridere a crepapelle tutta l’Italia e continuano a farla ridere anche oggi in tempi in cui c’è veramente poco da sghignazzare, ma non bisogna mai dimenticare il presupposto che ha generato l’idea per questo film, che è la paura fottuta di invecchiare con le palle in mano che non servono più neanche per andare al gabinetto.
“Amici miei” è un cult assoluto della commedia all’italiana, tanto che avrà due seguiti più o meno riusciti in cui non è però visibile la bellezza sensuale di Silvia Dionisio, intrigante e sfacciata come non mai nella parte dell’amichetta dai gusti sessuali polivalenti del Mascetti, per la quale uno come il Maso farebbe le capriole sulle ascelle pur di farci un bel match di lotta libera.

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