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Pulp Fiction

Regia di Quentin Tarantino vedi scheda film

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La recensione su Pulp Fiction

di Antisistema
10 stelle

Il pulp è sempre stato un genere di serie Z e scarsamente considerato per via dei suoi contenuti luridi e la confezione scadente, ruvida e poco curata della carta, ma anche dei materiali cinematografici impiegati. Tarantino però nella serie Z e B c'ha sguazzato una vita intera, per questo motivo ha maturato dei gusti anti-convenzionali che emergono con chiarezza nelle sue opere; la storia celebra John Ford, Orson Welles, Akira Kurosawa, Federico Fellini e Alfred Hitchcock? Per Tarantino la storia parte dai generi, quindi largo spazio a registi comunque grandi come Sergio Leone, ma anche Lucio Fulci, Mario Bava, Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e film americani e orientali di genere a lungo ignorati, ma oggi grazie all'opera di Tarantino, oggetto di una rivalutazione e riscoperta da parte della critica, anche se questo ha portato a far si che accanto a registi o comunque film da rivalutare, venissero innalzati anche prodotti di cui francamente se ne poteva fare a meno.

Pulp Fiction (1994), riporta alla luce tutto questo cinema sommerso e a lungo bistrattato, prendendosi la sua rivincita con incassi super e consensi critici, tanto che a distanza di 25 anni và riconosciuto come il film più influente degli anni 90'.

 

John Travolta, Uma Thurman

Pulp Fiction (1994): John Travolta, Uma Thurman

 

I contenuti restano pulp, la forma invece diventa estremamente raffinata, elegante e ricca d'invenzioni; insomma è di serie A pura. Pulp Fiction vive di queste due condizioni apparentemente distanti, che incredibilmente riescono a restare unite in un equilibrio perfetto. 

La pellicola sdogana definitivamente nel mainstream la narrazione non lineare, finalmente un film con tale struttura non resta più confinato al cinema d'avanguardia, ma riesce a farsi strada anche in opere destinate alla larga distribuzione, riuscendo ad ottenere incassi. Pulp Fiction, presenta per l'appunto varie storie di personaggi che collimano o s'incrociano furtivamente nella Los Angeles degli anni 90', il tutto è tenuto insieme dalla scena iniziale e dalla lunga sequenza finale, che fungono da catalizzatore spartiacque del destino dei personaggi; Vincent Vega (John Travolta) non ascolterà il consiglio del suo collega e per questo andrà incontro al suo destino, mentre Jules Winnfield (Samuel Jackson), avendo maturato che la sua salvezza è stata dovuta ad un intervento divino, troverà la sua definitiva maturazione con l'accettazione di Dio.

 

John Travolta, Samuel L. Jackson

Pulp Fiction (1994): John Travolta, Samuel L. Jackson

 

Narrazione non lineare e non sequenziale cronologicamente, dialoghi fitti e moderatamente realistici, situazioni spinte all'eccesso, iper-violenza e personaggi fumettistici e logorroici con le loro personali ossessioni (piedi in primis, una perversione dello stesso Tarantino tra l'altro), sono tutti elementi che hanno fatto scuola e troveremo in una marea di pellicole successive; ovviamente Tarantino non sembra cercare il realismo narrativo, ma crea un suo personale mondo sopra le righe, dove l'implausibile diventa possibile, anche risvegliare una donna in overdose con una puntura di adrenalina nel cuore senza che vi siano conseguenze o lunghissimi recuperi psico-fisici.

Cinema d'autore, seppur strambo e molto differente da quello che solitamente si pensa, è sicuramente un prendere o lasciare senza vie di mezzo, se lo si accetta si apprezzeranno una marea di situazioni cult; come il passo di Ezechiele 25:17, i personaggi schizzati ma anche originali, il locale anni 50', la valigetta di Marcelus, l'orologio con tanto di discorso strambo di Christopher Walken e soprattutto il mio preferito; Mr. Wolff (Harvey Keitel), il risolvi problemi, talmente conosciuto nonostante la presenza in scena esigua (solo 10 minuti circa), da essere anche citato dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in merito all'amara impossibilità di risolvere grandi casini in pochissimo tempo.

 

John Travolta, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel

Pulp Fiction (1994): John Travolta, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel

 

Il film vinse a sorpresa la Palma d'Oro a Cannes, per via dell'imposizione di Clint Eastwood, che venne contestato duramente per questa scelta da una frangia oltranzista della critica che voleva far vincere Film : Rosso e considerava la pellicola di Tarantino spazzatura sopravvalutata; premio che cominciò a far considerare Tarantino come il genio registico della sua generazione e risollevare un cinema americano che da un decennio circa, non sfornava dei veri grandi nuovi autori e che se la passava veramente male. Quello che posso dire è seppur non sopporti il regista, forse la serie B doveva essere lasciata ai margini e non istituzionalizzata ad Hollywood, dove così perde la propria carica anti-sistema o comunque sovversiva e contro corrente.

Il film rilancia la carriera di John Travolta, scopre Samuel Jackson e Uma Truman (iconica con quel caschetto nero molto noir) e conferisce gloria anche a Bruce Willis, che per me resta un attore cane anche qui e protagonista del segmento più debole e controverso del film; in sostanza pulp puro e per questo lascia spiazzati.

 

Samuel L. Jackson, Tim Roth

Pulp Fiction (1994): Samuel L. Jackson, Tim Roth

 

Violenza, iper-citazionismo estensivo e l'uso marcato della parola negro, gli costarono numerose critiche, ma razzismo non c'è, semplicemente perché "negro" è usato come una specie di intercalare dai personaggi, tra l'altro rivolto a tutti indistintamente (bianchi o di colore), senza che nessuno abbia da ridire.

Costato 8 milioni di cui 5 per il super cast, ne incassò oltre 200 in tutto il mondo, ottenendo ben 7 nomination agli Oscar e vincendone uno solo per la miglior sceneggiatura, venendo però sconfitto dalla favoletta vecchia, ammuffita ed iper-borghese di Forrest Gump. Quentin Tarantino verrà lanciato nell'olimpo ed il suo cinema diventerà a poco a poco un brand, con una fastidiosa schiera di fanatici sostenitori molto petulanti e poco inclini alle critiche verso il loro guru (infatti alcuni di questi subumani mi hanno bannato dalle loro pagine Facebook di cinema, per alcune mie legittime critiche a Tarantino ed il suo cinema), il quale è bene dirlo, non riuscirà mai più a ritornare su questi livelli.

 

Bruce Willis

Pulp Fiction (1994): Bruce Willis

 

Film aggiunto alla playlist dei capolavori : https://www.filmtv.it/playlist/703149/capolavori-di-una-vita-al-cinema-tracce-per-una-cineteca-for/#rfr:user-96297

 

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