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La valle di pietra - Kalkstein

Regia di Maurizio Zaccaro vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La valle di pietra - Kalkstein

di bepy86
6 stelle

Attorno ad un tavolo, apparecchiato con cura e dedizione, si riuniscono amici di vecchia data, accomunati dalla voglia possente ed energica di narrarsi a turno gli eventi che hanno caratterizzato il loro recente passato.

L’atmosfera che si respira è nostalgica e per certi versi anche suggestiva.

A prevalere rispetto alle altre, è la voce di un uomo che, per guadagnarsi da vivere(faceva l'agrimensore), non esitava a raggiungere i posti più rintanati e tortuosi. 

Quest’uomo grazie al suo lavoro aveva potuto fare tante esperienze ma soltanto una in particolare lo aveva davvero emozionato e colpito.

Il clima peculiare del momento lo spinge senza esitazione alcuna ad estrapolare dalla sua memoria  il ricordo di quell'esperienza per condividerlo con chi gli sta di fronte: Un giorno venne invitato da un prete, che grazie al suo operato aveva reso più invitante la zona in cui era possibile rintracciare la parrocchia da lui amministrata, ad un banchetto costituito per intero dai suoi conoscenti più fidati, tra i quali era possibile notare un parroco remissivo e vestito con degli abiti che facevano emergere un piccolo schizzo di eleganza e ricercatezza soltanto dai polsini.

Lui rimase estremamente colpito da quel parroco che aveva più di un qualcosa che lo distingueva dalla massa.

Si incontrarono nuovamente, molto tempo dopo, in una valle di pietra, dove il prete ci viveva ormai da anni mentre lui si ci era trasferito temporaneamente per motivi di lavoro.

Fu in quel periodo che imparò a conoscerlo meglio.

Durante la conoscenza notava che il prete si trovava a suo agio in quell'ambiente, aveva appreso tutti i suoi segreti più intimi e profondi: sapeva, ad esempio, che c'era da aspettarsi un acquazzone quando il profumo dei fiori diventava più intenso.

Fu proprio in uno di quei giorni, nei quali si respirava aria da tempesta, che venne invitato dal prete nella sua dimora per evitare che il temporale potesse coglierlo impreparato.

Era una casetta umile e disadorna, dall'aspetto rustico, simile a quello che contrassegna le abitazioni di montagna.

Il parroco aveva l'abitudine di tenere accesa una candela fino a quando non smetteva di piovere. Ed anche quella volta non si comportò in maniera diversa, nonostante la presenza dell'ospite.

Nel vedere quella casetta che dall'interno appariva così spoglia e minuta, nel sentire il rumore della pioggia che si abbatteva con veemenza sui vetri e nell'osservare loro due che contemplavano tutto quanto a lume di candela, si viene colti alla sprovvista da una sensazione di quiete, pace e serenità.

Passato il brutto tempo, gli offrì una cena, preparata esclusivamente con gli ortaggi che aveva raccolto nel suo orticello.

E quando venne l'ora di andare a dormire, lo vide sdraiarsi su una cassapanca in legno, che preferiva ad i materassi perché lo faceva sentire più in sintonia con la vita fatta di privazioni che la povera gente era costretta a condurre.

Insomma la sua esistenza si consumava lentamente senza conoscere il lusso, attaccandosi completamente alle cose più semplici e genuine.

Tutti i suoi piaceri riusciva a trarli dalla natura e dal supporto che dava ad alcuni bambini del luogo. Con quelle abitudini era riuscito a mettere da parte un bel gruzzoletto. I suoi compaesani erano convinti del fatto che risparmiava per avarizia ma in realtà lo faceva per una causa nobile(nel finale ci viene svelata).

L' amicizia tra i due con il passare delle settimane si fece talmente forte che il prete volle parlargli del suo passato ed in particolar modo della cotta che si era preso da ragazzino per una fanciulla che aveva suppergiù la sua età. Quella signorina appariva ad i suoi occhi tanto bella, la ricorda mentre era impegnata nelle sue faccende domestiche e quando toccava con estremo piacere la biancheria di alta qualità, che amava tanto. In ricordo dei tempi andati volle acquistare della stoffa pregiata, un piccolo vezzo che contrastava con la vita fatta di economie che aveva condotto fino a quel momento e che avrebbe continuato a condurre fino al resto dei suoi giorni.

L'agrimensore rimase in contatto con il prete anche dopo che smise di lavorare in quella zona: si interessò alla sua malattia e volle assistere alla lettura del testamento per rendersi conto se le sue disposizioni venivano rispettate alla lettera.

La figura di quel prete, che si accontentava di poco, che viveva in stretta simbiosi con la natura e che non si esimeva dall'aiutare gli altri, gli rimase ben impressa e nulla avrebbe mai potuto cancellarla dalla sua memoria.

Questi uomini, isolati dal resto del mondo, che si accontentano di poco e che imparano a conoscere i segreti della natura, non possono non affascinare quelle persone dal cuore d'oro che sanno apprezzare la semplicità e la genuinità che regna sovrana in loro.

Il film ce lo fa capire lentamente attraverso delle scene poetiche come quella della pioggia.

Per il modo con cui è stato costruito il film, è facile imbattersi in dei tempi morti che appesantiscono la visione ed in alcuni momenti in cui il troppo buonismo risulta un po' irritante. Ma nel complesso questo lavoro di Zaccaro è da premiare perché non scivola mai nella superficialità e perchè in certi passaggi sa essere profondo e toccante. Avendoci lavorato anche Ermano Olmi, è chiaro che all' interno del film si possono riconoscere tracce del suo stile peculiare. Concludo dicendo che la pellicola non è ordinaria e che non andrebbe quindi ignorata se capitasse l'occasione di beccarla in tv o altrove.

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