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Il Cavaliere Oscuro

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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La recensione su Il Cavaliere Oscuro

di CineNihilist
9 stelle

Bruce Wayne/Batman: O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.

 

Il formidabile eco e il successo ai botteghini di Batman Begins richiamano Nolan alla regia per il secondo capitolo sul noto pipistrellone, optando però per un cambio netto nel titolo rispetto a quello del capitolo precedente per conferire un’aura ancora più drammatica e catartica al lungometraggio.
Il capitolo centrale assume dunque un tono ancora più oscuro grazie alla maggior libertà creativa lasciata a Nolan, che insieme a suo fratello Jonathan decide di andare in maggiore profondità nell’analizzare la mitologia del noto supereroe DC, concentrandosi sull’aspetto più interessante del suo intero arco evolutivo ovvero lo scontro eterno con la sua nemesi Joker, villain ormai iconico nella cultura pop che grazie al suo carisma folle ed anarchico ha valso il premio Oscar postumo a Heath Ledgerche di fatto ha reso un cult The Dark Knight, facendogli incassare più di un miliardo di dollari. Un record per un film supereroistico all’epoca.

 

Heath Ledger (without makeup or prothetics) on the set of "The Dark Knight"  with Christopher Nolan : batman

How Heath Ledger Became the Joker for The Dark Knight - Spotlight

 

Aldilà del caso mediatico che sicuramente ha contribuito ad immortalare il film agli occhi del grande pubblico entrando di fatto nell’immaginario collettivo e nella Storia del Cinema, Nolan conscio di avere a che fare con un materiale così pregnante come l’affascinante dualità filosofica tra le due nemesi più iconiche del mondo dei fumetti, immerge i due freaks in uno splendido noir-gangster-thriller metropolitano citando soprattutto un classico come Heat – La sfidadove chiaramente ne riprende i tempi della narrazione, la messa in scena crepuscolare, la fotografia bluastra luccicosa nelle scene in notturno, nelle panoramiche su Gotham City e palesemente nella famosissima scena dell’interrogatorio dove al posto di Al Pacino e Robert De Niro siederanno Batman e Joker nel ruolo del “gatto” e del “topo”, anche se a conti fatti il Cavaliere Oscuro assomiglia più ad un “cane” rabbioso contro un “gatto” graffiante e giocoso nel catturare ed uccidere i suoi “topi”, “sorci”, “pantegane” di Gotham City per il mero gusto primordiale di tirare fuori la “bestialità” e il peggio nell’essere umano.

 

Al Pacino, Robert De Niro discuss their legendary 'Heat' face-off

The Cinema King: Armrest Review - The Dark Knight, Part Three

Christian Bale Really Hit Heath Ledger in The Dark Knight

32 on-set photos of Christian Bale and Heath Ledger during the  interrogation scene from THE DARK KNIGHT, accompanied with Christopher  Nolan interview bytes brea… | Joker dark knight, Joker tattoo, Joker pics

 

In questo splendido capitolo centrale viene dunque fuori tutta l’anima nolaniana sia in termini drammaturgici che in termini visivi, che sin dalla prima inquadratura fino all’ultima non scade in banali virtuosismi fine a sé stessi, anzi, segue costantemente i suoi personaggi nei loro drammi, nei loro momenti d’azione e nella loro spettacolarità sia scenica che simbolica, dando così ad ogni membro del cast il giusto spazio in uno scenario decadente e speranzoso allo stesso tempo, alternando sapientemente i momenti di pathos con quelli di intimità.
Il calore umano che traspare in questo mondo freddo e asettico è dunque il motore delle vicende che spingono i “buoni” ad incarcerare i “cattivi” attraverso la via della giustizia istituzionale incarnata dal nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent, ormai “paladino” e “padrino” di Gotham insieme alla sua nuova fidanzata Rachel, protettrice e “madrina” della città e dunque compagna del nuovo cavaliere senza macchia e senza paura.
La battaglia giuridica e processuale affiancata dalle rinvigorite forze dell’ordine guidate dal coraggioso commissario James Gordon contro le preziose risorse finanziare della malavita, sembra dunque portare a un nuovo ordine alla città mettendo fine al dominio delle cosche mafiose grazie anche ai tempestivi interventi di Batman nello scuotere lo status quo criminoso.

 

 

A scuotere il nuovo ordine liberal-borghese imperniato sulla legalità che sembrerebbe capace di smacchiare Gotham dai suoi numerosi peccati, se ne occupa invece il Joker, criminale folle vestito e truccato come un pagliaccio assoldato per disperazione dai boss mafiosi per contrattaccare all’offensiva di Batman e dei suoi alleati.
L’introduzione di un villain così imprevedibile e folle come il Pagliaccio Principe del Crimine aderisce perfettamente alla poetica nolaniana nell’indagare l’ambiguità morale dell’essere umano e dei suoi connotati più irrazionali, che in un mondo apparentemente perfetto scardineranno il fragile equilibrio della razionalità e dell’ordine precostituito.
La carica eversiva e anarchica del Joker si contrappone perfettamente alla dogmatica crociata votata all’ordine di Batman che in questo tormentato secondo capitolo si vedrà spogliato delle sue certezze e intaccato nella sua moralità ferrea e pura, generando un contrasto emotivo, psichico, dialettico e filosofico tra le due nemesi tra caos e ordine, criminalità e giustizia, luce e oscurità, bene e male, distruzione e costruzione, nichilismo e costruttivismo.
Lo scontro ideologico e fisico di questi due archetipi fumettistici immersi in un contesto similmente realistico, è perciò uno specchio della nostra realtà che Nolan filtra attraverso la giungla urbana di Gotham City che mostra tutte le virtù e le deficienze della nostra società contemporanea a partire dalla giustizia, dalla burocrazia, dalle istituzioni, dalla dignità e dalla moralità che vengono tutte messe in discussione dal punto di vista anarchico del Joker che riesce a mettere in crisi l’esistenzialismo dell’intera metropoli e dei cittadini che vi ci abitano.
L’interpretazione cinematografica che incarna Heath Ledger è a mio avviso la più intrigante rapportandola alla base di partenza del fumetto, perché riesce ad incarnare il lato più anarchico, folle, subdolo, enigmatico, ambiguo, sporco, distruttivo e misterioso del personaggio, rendendosi così maledettamente inquietante con quel trucco cicatrizzato di dubbia provenienza utile per mascherarsi di una spettacolarità magnetica e imprevedibile, rubando di fatto la scena ogni volta che appare per seminare caos e distruzione.
L’essere una mina vagante morbosamente attaccata alla figura di Batman non fa che demistificare la simbologia e la mitologia battezzata in Batman Begins, decostruendo così il supereroismo del primo capitolo per sottolineare la sua decadenza come simbolo e oggetto di culto, ritornando in una dimensione più terrena nell’eterno dilemma morale se salvare Gotham o condannarla a morte, trascinando nelle tenebre anche gli ultimi bagliori di luce della città come la sua “madrina” (Rachel) condannata al martirio e il suo “padrino” (Harvey Dent) plagiato nell’impossibilità di combattere il male dal folle criminale psicopatico.

 

Heath Ledger

Il Cavaliere Oscuro (2008): Heath Ledger

 

La discesa negli inferi della follia in cui la disperazione prevale sulla speranza, è incarnato perfettamente da Due Facce, il nuovo alter ego dell’ex procuratore distrettuale che incarna la disillusione dell’uomo contemporaneo e il fallimento delle istituzioni, annichilito dalle ingiustizie che albergano costantemente nell’involuzione di una società disfunzionale votata perennemente al disordine.
L’ascesa e la caduta della società postmoderna occidentale viene dipinta egregiamente da Nolan che all’interno di un narrazione noir-thriller volutamente pessimistica e oscura, mostra tutte le contraddizioni dell’essere umano che necessita soprattutto in periodi di incertezza di una spinta propulsiva simbolica e spirituale necessaria per continuare a vivere dignitosamente.
Ne “Il Cavaliere Oscuro” Gotham City diventa a tutti gli effetti una metafora del nostro mondo e della nostra civiltà, che sull’orlo del baratro dovrà sempre avere un mito e un punto di riferimento certo per superare le sue maggiori avversità.

 

The Dark Knight Photo: The Joker | Joker dark knight, Dark knight, Batman  movie

Dark Knight music: Hans Zimmer & James Newton Howard's mysterious  partnership - Polygon

 

La tragedia nolaniana figlia dei migliori drammi della cultura classica, sceglie quindi la strada del sacrificio del vigilante mascherato, che impossibilitato a domare forze oscurantiste e irrazionali più potenti di lui, sacrifica la sua stessa simbologia di giustizia e imparzialità per dare una falsa linfa vitale al valoroso cittadino comune, che aveva lottato attraverso le vie della legalità la corruzione dilagante di una città forse non ancora pronta a smacchiarsi dei suoi più grandi peccati.
Una bugia quindi crudele e lancinante, ma necessaria per un bene superiore in cui l’etica e la giustizia dovranno prevalere sempre sulla brutalità della violenza e della corruzione.

 

 

Ancora una volta la paternità problematica ritorna come tema ricorrente questa volta non tanto per sottolineare la virtù di un padre, ma il dovere e il dolore che deve sopportare per salvaguardare sulla salute e sulla felicità di un figlio. 
Batman deve perciò macchiarsi di colpe ingiuste per coltivare una menzogna in grado che i suoi figli possano avere fiducia nelle istituzioni che li proteggono dal male, come Alfred deve mentire a Bruce Wayne sui reali sentimenti di Rachel per non demoralizzare ulteriormente l’anima tormentata di un Cavaliere Oscuro che ha deciso di dimettersi dal suo ruolo di protettore della città.
Bugie, inganni, sotterfugi e sacrifici per un obiettivo al di sopra di ogni cosa tipico anche di scenari postbellici a noi ormai noti e che Nolan ha egregiamente dipinto in un affresco antropologico che qui si compie nel suo massimo splendore, e che ovviamente avrà forti ripercussioni nel terzo ed ultimo capitolo della trilogia.

 

the-dark-knight-final-shot - The MacGuffin

 

Insomma, “The Dark Knight” si merita tutto il suo successo di critica e di pubblico per il suo sagace ingegno nel mescolare cinema d’intrattenimento con alte riflessioni sulla natura umana, prediligendo l’introspezione psicologica senza però dimenticarsi la spettacolarità del genere supereroistico, diventando quindi un cult e una fonte d’ispirazione per i cinecomics a venire e non solo.

Uno dei migliori cinefumetti mai creati che merita di stare nell’olimpo con altri grandi secondi capitoli supereroistici come Spider-Man 2X-Men 2Hellboy II The Golden ArmyGuardiani della Galassia vol. 2Batman Returns, che chiaramente dimostrano come certi autori dopo il loro primo capitolo “su commissione” siano poi riusciti ad avere una maggior libertà creativa per sprigionare tutta la loro visione cinematografica nel secondo capitolo.

 

Voto 9+

 

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