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Indiana Jones e l'ultima crociata

Regia di Steven Spielberg vedi scheda film

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La recensione su Indiana Jones e l'ultima crociata

di GIMON 82
9 stelle

Il Capitolo più completo della saga, dove humor, azione , avventura e rapporto filiale fluttua tra orde naziste, Sacro Graal e momenti di pura avventura...Mitico.

Dopo aver lasciato il professor Jones tra invasati sanguinari di culti stregoneschi, Spielberg riporta il suo "Indy" tra le sue "ossessioni", inseguito e all'inseguimento di odiati nazisti.

Come nel folgorante esordio "I predatori dell'Arca perduto" , l'affascinante archeologo deve vedersela coi seguaci della svastica. Il regista Spielberg costruisce così un film più "sfalsato" rispetto ai precedenti, viaggiando su più livelli.

A differenza di altri capitoli della saga qui troviamo una sceneggiatura ricca di sfumature, sopratutto grazie alla presenza di un morigerato e spiritoso Sean Connery nei panni del padre di Jones.

L' incipit mostra in modo molto aperto, un giovane e biondo Boyscout, un temerario "Indy" che cerca di accapararsi una croce sacra da portare in un museo. La differenza con gli altri film è proprio qui, nello svelare un passato e una predestinazione di Jones , qui svelati nel volto imberbe del compianto River Phoenix. 

Il resto verrà disegnato  in una sorta di fumetto avventuroso, nell'inseguimento su commissione del sacro calice in cui bevve Cristo nell'ultima cena.

Ma per inseguire il "Sacro Graal" il nostro professore verrà catapultato, tra paesaggi veneziani da cartolina, per poi saltare tra lande e castelli bavaresi ed infine arrivare nella rosea citta di Petra, dove riposa il tesoro cristiano.

Scenografie avvincenti dunque e ben calibrate, che segnano il passo dell'avventuroso eroe, questa volta coadiuvato dal suo papà mentore.

È proprio l'alchimia tra Harrison Ford e Sean Connery il punto di forza del film, un duetto che convince e funziona a meraviglia, nel rapporto conflittuale tra padre e figlio, stemperato da una buona dose di humor.

I due rendono il film divertente nella loro presenza burlona con jones padre molto più composto ma mai troppo.

Un capitolo dunque molto completo, nella regia di Spielberg che compone un quadro serrato e adrenalinico, rendendo ancora una volta omaggio ai film della sua infanzia, quelle pellicole  bianco e nero anni 30, di marca americana , dove l'avventuriero di turno deve affrontare giungle pluviali, mostri e cattivi inseguendo talismani e amuleti.

In ogni film di Indiana Jones c'è infatti molto dell'immaginario di Spielberg, vi è la passione per i fumetti e i film d'avventura, vì è l'ossessione per i nazisti del timido ragazzino ebreo e vi è infine una spiccata  immaginazione nel creare storie da sogno.

L' Indiana jones visto qui non è altro che la visione di noi bambini verso il mondo, nell'immaginarsi adulti che inseguono tesori e ammazzano cattivi, rendendo il mondo un posto migliore.

Questo terzo capitolo della saga rende bene l'idea di  tutto ciò, in quanto grazie alla presenza di Connery il nostro amato professore è anche un figlio da accudire e proteggere.

Rimarrano infine i fotogrammi di avventure che aggiungono un tassello importante della saga, tessendo un mosaico avventuroso e intenso, scenograficamente affascinante di un mondo avventuroso , che solo Spielberg sa filmare, riuscendo nell'impresa di rendere noi adulti dei fanciulli che sognano mirabolanti avventure ad occhi aperti.

 

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