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Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin

Regia di Martin McDonagh vedi scheda film

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La recensione su Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin

di steno79
8 stelle

Martin McDonagh torna a colpire duro con questo "The Banshees of Inisherin" che è stato tradotto in maniera volenterosa come "Gli spiriti dell'isola", ma del resto una traduzione letterale era qui impossibile. Dopo "Tre manifesti a Ebbing, Missouri", che a mio parere resta uno dei film-chiave degli ultimi anni, il regista e drammaturgo anglo-irlandese sceglie una sorta di tragedia moderna bagnata in un black humour che fa pensare a Beckett o Ionesco, una vicenda dai voluti e sottolineati significati simbolici che allude scopertamente all'interminabile guerra fratricida che vede impegnate diverse fazioni del popolo irlandese, diviso principalmente dall'appartenenza alla religione cattolica o protestante e dalla volontà o meno di emanciparsi dal giogo del dominio britannico. Avvalendosi di una suggestiva ambientazione nelle Isole Aran, le stesse dove Flaherty girò il suo capolavoro documentario quasi un secolo fa, e in particolare nell'isola di Inishmore, "Gli spiriti dell'isola" ci racconta di un'amicizia finita male e dell'impossibilità di mettere insieme i cocci fra Padraic e l'inflessibile Colm, che rifiuta tutti i tentativi di conciliazione dell'ex compare fino a conseguenze estreme e sanguinose. È un apologo a mio parere affascinante ma insolito, decisamente poco commerciale nonostante i tanti riconoscimenti ricevuti fra cui le nomination all'Oscar, una vicenda certamente cupa e disperata ma con lampi ironici e quasi surreali, inserti visionari che accrescono la sua peculiare adesione ad un cinema che si muove in una zona onirica e personale, meno schierata col mainstream di quanto si potesse francamente pensare. Il contributo del cast risulta fondamentale, con un Colin Farrell che conferisce insperate risonanze dostojevskjane al suo mite e ottuso Padraic, un Idiota novecentesco che ama teneramente il suo asinello ma non è in grado di accettare l'assurdo allontanamento del compagno di una vita: la performance dimostra la maturazione di interprete di Farrell e la ricchezza del suo gioco mimico di fronte a un Brendan Gleeson ugualmente infallibile perfino con le dita mozzate, un Barry Keoghan anche qui straordinario nel ruolo di Dominic e una Kerry Condon che completa il quartetto di protagonisti con una verve interpretativa che le ha garantito, come agli altri, la nomination all'Oscar. Meritata Coppa Volpi per Farrell a Venezia, e un Leone d'oro non sarebbe stato così fuori luogo al posto di un Osella vinto per la sceneggiatura; anche alla imminente Notte delle Stelle il film è favorito soprattutto per il copione dello stesso McDonagh, mentre Farrell sembra perdente nei pronostici rispetto al Brendan Fraser di "The whale".

Voto 8/10

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