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Soldado

Regia di Stefano Sollima vedi scheda film

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La recensione su Soldado

di maurizio73
6 stelle

Da primo capitolo di una ideale trilogia della moderna frontiera americana al succulento spin off di una autonoma trilogia del gioco sporco del governo yankee sulla frontiera tex-mex il passo è breve, tanto più se la produzione ha milioni da spendere, miglia cinematografiche da percorrere e cavalli di razza da lanciare a briglie sciolte...

Richiamato in patria a seguito di un attentato terroristico di matrice islamica, l'agente federale Matt Graver viene incaricato di destabilizzare i cartelli messicani e boicottarne il fiorente traffico di esseri umani con il quale si alimenta la manovalanza radicalizzata in territorio americano. L'operazione passa attraverso il reclutamento di un sicario con più di un conto in sospeso con i boss del narcotraffico ed il rapimento della figlia adolescente di uno di questi. L'imprevisto però è il crudele convitato di pietra con cui l'uomo dovrà presto fare i conti.

 

locandina

Soldado (2018): locandina

 

Ho visto uomini discutere su chi doveva sparare per primo
Uomini tirare a sorte il nome dell'assassino

 

Da primo capitolo di una ideale trilogia della moderna frontiera americana al succulento spin off di una autonoma trilogia (Sicario 3...coming soon?) del gioco sporco del governo yankee sulla frontiera tex-mex il passo è breve, tanto più se la produzione ha milioni da spendere, miglia cinematografiche da percorrere e cavalli di razza da lanciare a briglie sciolte attraverso le lande desertiche della simbolica terra di nessuno che separa l'autarchia criminale di una storica terra di conquista dall'autoritarismo marziale della prima potenza economica mondiale. Il braccio armato (di penna e calamaio) di questa potente operazione di ristrutturazione dell'action thriller è il solito Taylor Sheridan, qui al servizio di un rutilante immaginario di mercenari giramondo che sposano forzosamente le ragionevoli motivazioni di una endemica guerriglia geolocalizzata (il traffico della droga, quello dell'immigrazione) alle ragioni ideologiche di una delocalizzata lotta al terrorismo internazionale a base di rivendite alimentari col botto ed a tappeti da preghiera rivolti ad est appena arrestati sull'orlo del precipizio (anche questi sono tre ma non tutti ben orientati). Se della solida compattezza e minacciosa ambiguità del capitolo diretto da Villeneuve rimangono il ritmo sostenuto da un montaggio efficace, una colonna sonora che eredita la rullante sonorità di quella originale di un autore prematuramente scomparso (drug&death...in deutsch) e misteriose insidie che il caso dissemina sulla strada di uomini di captiva volontà (who kidnapped me?...), la storiella aggrega locazioni ed azioni con la prevedibilità di chi deve andare dal punto A al punto B cercando di salvare capra e cavoli e di disfarsi dei prigionieri che si sono appena fatti quando la terra inizia a scottare sotto i piedi. Come dire che alla impeccabile direzione dell'esordio americano del nostro buon Sollima ed al parterre des heros di interpreti scafati del calibro di Brolin, Del Toro e Keener (nella parte del Salvini a stelle e strisce anche l'ex cronista pacifista soldato-Joker-Modine) e ad una raffinatezza narrativa che armonizza l'asprezza del paesaggio desertico con il deserto umano di antieroi mossi da livori personali o da una malintesa ragion di stato, si affianca una prevedibilità dei comportamenti pronta a chiamare in causa i facili stereotipi della affiliazione criminale (il guappo Miguel Hernandez) o della filiazione putativa (la guapa Isabel Reyes), disperdendo l'oscuro potenziale di una minaccia letale nascosta tra le pieghe di una morale crepuscolare e risolvendo con una sottotrama vagamente ricattatoria le problematiche di una promessa sentimentale da far decollare verso il programma protezione testimoni e quelle di una eredità criminale da discutere pericolosamente nel retro di un fast-food. Tra un Sud del mondo di connivenze istituzionali assortite e la solita retorica marziale del settimo cavalleggeri in trasferta oltre il Rio Bravo, le critiche di cavalcare gli stereotipi non sembrano così infondate; ma ci si diverte lo stesso!

 

locandina

Soldado (2018): locandina

 

Adelante! Adelante!
C'è un uomo al volante
Ha due occhi che sembra un diavolo!

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