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Il filo nascosto

Regia di Paul Thomas Anderson vedi scheda film

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La recensione su Il filo nascosto

di steno79
10 stelle

Magistrale. E con questo aggettivo si potrebbe già liquidare la recensione. Chi mi segue su Film tv sa che Anderson é uno dei miei registi preferiti, ma questo film è talmente bello e ricco sia nella veste formale che nei diversi livelli di lettura della trama che può essere apprezzato con particolare entusiasmo anche da chi non avesse visto in precedenza altri film del regista californiano. La collaborazione con Daniel Day Lewis si rivela ancora una volta straordinaria, dopo le vette artistiche che entrambi avevano toccato con "Il petroliere", e dispiace che l'attore britannico abbia deciso di chiudere qui la sua carriera, anche se é una chiusura in bellezza: l'attore si rivela di una meticolosità e di una precisione espressiva infallibili, non raggiunte neppure nelle sue grandi interpretazioni per Scorsese o Spielberg, tanto che un nuovo Oscar non sarebbe per niente eccessivo (ma stavolta la statuetta gliela soffierà Gary Oldman). Il film è la storia di un artista della sartoria, un numero uno del suo settore che nasconde dietro l'enorme talento un carattere spigoloso e ossessivo, e del suo incontro con una donna che ne sconvolgerà l'esistenza, prima come musa, poi come compagna e moglie, ma all'interno di un rapporto imprevedibile, non privo di sfumature masochiste e di una feroce lotta per la supremazia. 

Film girato secondo coordinate quantomai classiche, con uno stile scintillante che però non vuole mettere quasi mai in evidenza la bravura dell'autore, come accadeva ad esempio nei suoi primi film dove Anderson spesso sfoggiava la sua maestria tecnica e la sua conoscenza approfondita dello stile dei suoi autori preferiti. Qui Anderson cita soprattutto l'Hitchcock di "Rebecca" e di "Il sospetto", evoca l'ombra di Kubrick in una scena in macchina girata esattamente come in "Arancia meccanica", ma per il resto non ha bisogno di dimostrare nulla, sa conferire al piano sequenza una fascinazione ancora potente nella scena della richiesta di matrimonio, sa dosare il ritmo in ogni momento, sceglie le luci con una consapevolezza figurativa che ne attesta la maturità in ogni ambito della creazione del film, in una fotografia che lui stesso ha curato ma per cui non riceve il credit nei titoli. Una colonna sonora sinfonica di Jonny Greenwood accompagna ogni sequenza del film in maniera sinuosa e avvolgente, e andrebbe valutata a parte da qualche esperto di musica per film, ma l'effetto è ipnotico anche per i meno avvezzi. Di Day-Lewis si è già detto, e un elogio va anche alla bravissima Lesley Manville, già musa di Mike Leigh e vista anche nel nostro "Viaggio sola" affianco a Margherita Buy; ottima la scelta e la direzione di Vicky Krieps nel fondamentale ruolo di Alma: un'attrice che non avevo mai visto prima si rivela duttile e convincente in una parte che richiede un sottile gioco sull'ambiguita'. Insomma sono solo elogi da qualsiasi parte prenda il film, ma che posso farci? Sono troppo di parte? In questo caso non credo, secondo me "Phantom thread" diventerà uno dei classici del secolo anche se l'Academy lo ricompensera' solo per i migliori costumi, che restano anch'essi di suprema eleganza. É un film destabilizzante, inquietante, un'esperienza sensoriale che va assolutamente gustata in una sala cinematografica, degna in tutto de "There will be blood" e probabilmente superiore a "The master".

Voto 10/10

Vicky Krieps, Daniel Day-Lewis

Il filo nascosto (2017): Vicky Krieps, Daniel Day-Lewis

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