Espandi menu
cerca
(In) Serie (26) : Orange Is the New Black - 3a stag. (ep. 10-13) : Hey, Boss Lady! (p. 3 di 3).
di mck ultimo aggiornamento
post
creato il

L'autore

mck

mck

Iscritto dal 15 agosto 2011 Vai al suo profilo
  • Seguaci 204
  • Post 135
  • Recensioni 1098
  • Playlist 319
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi


OItNB (3.3)  --  Bruce Gilbert (5.3)  --  Più Sodoma e Meno Gomorra (6.3)  --  Press Play (18). 

Il precedente post dedicato alla 3a stag. di OitNB, incentrato sugli ep. centrali (4-9), si trova qui :
//www.filmtv.it/post/33202/in-serie-26--borange-is-the-new-blackb-3a-stag-ep-4-9--ibthe/#rfr:user-47656

“ You know, you're not Walter White yet. You're... Walter White-ink ”.

Mutandine condite, ovvero : “ Capisc, Gangsta BadAss ?! ”.

Dove eravamo rimasti...
In attesa : che la biondina svampita si trasformasse completamente in Heisenberg ed esprimesse, convogliasse, liberasse la malvagità : breaking bad, Piper! Che la prigione ti riabiliti al ferino, magnifico mondo qua fuori ( sempre che non t'incrementino nuovamente la pena : ci provi gusto, vero? ).


La storia e il ''senso'' di OItNB si annidano ( come il proverbiale - Flaubert, Warburg, van der Rohe - dio ) nei dettagli : e la serie di Jenji Kohan è un profluvio agro e ironico, brusco e benevolo, severo e felice di minute finezze e rifiniti particolari ( e, quand'occorrono - perché servono, per restituire un'imago non troppo distorta del mondo reale qua fuori, pur...là dentro – elefanti tutùrosati volteggianti in punta di ballerine in cabina di regia, sala di montaggio, stanza di scrittura e set di recitazione ) : lasciati in sospeso e solo accennati, dimenticati e riproposti, nascosti e ripescati, insistiti e impreziositi dalla loro stessa cesellatura, incastonati nel paesaggio umano e non-luogo per eccellenza ( di spersonalizzazione, anche se in regime di minima sicurezza ) : non mi riferisco alle immagini iconiche ( le tute arancioni e grigio-beige, i calzettoni bianchi, i vassoi del pranzo e le sedie spartane, i cartellini identificativi, le porte e le serrature pur senza celle vere e proprie ma ambienti comuni di riposo e stazionamento...) o ai caratteri, le situazioni, le battute e le canzoni che compaiono e si muovono interagendo fra catarsi e tòpos, tutti elementi atti a ri-stabilire ( di continuo ) un contesto -- non perché ciò abbisogni ( allo spettatore meno attento o più fan-atico, tra momenti tragici ed altri puramente comici, può sfuggire di mente che ci troviamo in un carcere non per ''estetica'' ma per scelta ''morale'' ), ma semplicemente per pungolare la piaga e ribadire l'ovvio : come Klimt con tutto quell'oro e Bacon con la porpora violetta, violacea, tumescente ed ematomica e Caravaggio/Rembrandt con gli sfondi cinabro-tenebra sui quali disporre e perpetrare illuni ombre sempre più cupe e divampanti ferite di luce, a tratti --, ma piuttosto a certe sfumature che brulicano al di sotto della superficie del pathos, delle azioni-reazioni, ovvero, ebbene si, ai sentimenti, alla loro origine, alla loro evoluzione, alla loro ur e al loro ante-post-super deflagrazione.


I loro segn(al)i costellano la mappa antropologica del sito detentivo e conducono il gioco all'interno dei confini doppiamente legislati ( sottostare alle leggi come tutti, e in più essere privati di alcuni diritti fondamentali, a prescindere dalle colpe più o meno gravi, irrimediabili o irrisorie, e dalla giustezza della giustizia messa in atto ) della prigione : sono rattrappiti dalle circostanze, ed esplodono, poi, grazie ad esse : sono disinnescati e contenuti, vengono conservati con cura in un ripostiglio emotivo della coscienza, viaggiano sottotraccia tra un fotogramma ( meglio : un frame ) e l'altro, eppure...conducono il gioco, muovono pedoni e pedine, o semplicemente sono sentinelle che ne evidenziano le priorità : sacrificano brandelli di umanità sull'altare del tornaconto a breve termine, e all'inverso, giustapponendosi a queste derive, dispiegano il passo lungo della resistenza contro la frustrante corrosione dell'animo e l'erosione logorante delle aspettative : il rimpianto collide con l'aspirazione, dissipandosi o cementandosi: la prigione s'accredita a mappa in scala acutizzata del mondo.
E no, non sto parlando di “Oz” o “WentWorth”.


Ch'eppure ed infatti, OitNB - proprio come la precedente serie ideata, creata, prodotta, scritta e showrunnerizzata da Jenji Kohan, “Weeds” - è anche un'opera cazzona e buffa, che si espone al ridicolo per amor di battuta e ch'è capace si di crudeltà quanto di placidamente ristagnare nell'assurdo, irragionevole ricettacolo di gesta del gregge umano : e grazie a questi incidenti di sintassi, a questi tripli carpiati salti all'indietro moviolati in avanti, racconta più veri del vero un carattere, una storia, un microcosmo : la società e l'umanità.


Non un atto di fede richiede il superare indenni la 1a stag. [ ché di suo è certamente un buon prodotto, che cresce - pur con l'eccedente bagaglio indispensabile rappresentato dal grimaldello-Piper, dal passepartout-Chapman, ma percorso da lampi di acuto dolore ( la morte di Tricia per mano colposa di Pornstache ) - inesorabile sino al climax finale ( il ''solito'' : sei in prgione, ti fanno il culo, reagisci ) : ''subito'' stemperato ad inizio di 2a stag., con accomodamento di conseguenze fatali e collaterale trasferta temporanea ], ma una certa diligente attenzione : una pertinace costanza che dona i suoi frutti.   


Note.
Dal pilot della 1a stag. al season finale di questa 3a annata sono passati circa 10 mesi di tempo interno. La pena di Piper era di 15 mesi, aumentatale di un tot per la scena muta fatta durante la (non)testimonianza rilasciata nel corso del processo verso il boss di Alex. La serie è stata rinnovata ad oggi fino alla 7a stag. (2019).   
     
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ep. 10 - “a Tittin' and a Hairin'”, scritto da Lauren Morelli e diretto da Jesse Peretz.

In cui Pennsatucki viene stuprata per l'ennesima volta nel corso della sua vita ( e non in tutte le occasioni pensava di meritarselo ). M'a questo giro - spinta sul sedile posteriore di un furgone e tenuta ben ferma -, grazie a Big Boo, decide di meritarsi uno straccio di vendetta.

“Good Old Mountain Dew” [ canzone popolare (folk song) degli Appalachi ] - The WomenFolk - 1964


Versione di David "Stringbean" Akemen


Versione di Grandpa Jones (1961)


Versioni di Willie Nelson :
1972 : https://www.youtube.com/watch?v=YlcCigNf4xI
1974 :

Ep. 11 - “We Can Be Heroes”, scritto da Sian Heder e diretto da Phil Abraham.

In cui Caputo sindacalizza Fig(ueroa), e l'ottima regia di Phil Abraham fa il resto.

Sindacato! “Do You Hear the People Sing?” - les Misérables Live ( Cast & Jon Robyns ) - 2010


Ep. 12 - “Don't Make Me Come Back There ”, scritto da Sara Hess e diretto da Uta Briesewitz.

In cui vediamo all'opera la versione stupida di Madame Curie.

“Too Dry Too Cry” - Willis Earl Beal - 2013
HD.HF.HQ.1080p :

Con testo : https://www.youtube.com/watch?v=fyCl6jDS_IY

Ep. 13 - “Trust No Bitch”, scritto da Jim Danger Gray & Jenji Kohan e diretto da Phil Abraham.

In cui : “You know, you're not Walter White yet. You're... Walter White-ink”.

“Nell'Antro del Re della Montagna” (“Peer Gynt” - H.Ibsen) - Edvard Grieg (Suite n. 1, Op. 46, IV) - 1888 ( Filarmonica di Berlino - Neeme Järvi - 2010 )


“Jesus Bleibet Meine Freude” (Cantata BWV 147) – J.S.Bach


“I Want To Know What Love Is” - Foreigner - 1984


OST - Gwendolyn Sanford, Brandon Jay, Scott Doherty


-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Bonus Tracks.
“Break Free” by Ruby Rose - 2014 ( “It Pulls Me Under” - ButterFly Boucher - 2014 )

Ti è stato utile questo post? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati