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The Goldfinger

Regia di Felix Chong vedi scheda film

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La recensione su The Goldfinger

di port cros
7 stelle

26° FAR EAST FILM FESTIVAL DI UDINE (2024)

 

Pare un The Wolf of Wall Street in salsa agrodolce, questa storia di Henry Ching (Tony Leung), uno spregiudicato ingegnere che, giunto ad Hong Kong negli anni 70, tramite inganni e artifizi si fa strada nel mondo della finanza e si trasformerà in uno dei padroni dell'economia della città, espandendosi in vari settori.

 

Il "Goldfinger" utilizza metodi sempre moralmente discutibili e del tutto illeciti, quando non proprio mafiosi, che permettono una strabiliante moltiplicazione degli utili azionari, utilizzando le stesse azioni come contante e riuscendo così a spingerne costantemente in alto il valore.

 

La polizia dell'allora colonia britannica a partire dagli anni 80 inizia a indagare sulle imprese di Ching, con le indagini condotte dall'investigatore del nucleo anticorruzione Lau Kai-yuen (Andy Lau). Ma lo squalo Ching è difficile da prendere all'amo e la rete delle sue complicità è soprattutto dei suoi misteriosi e potentissimi finanziatori riesce a mettere i bastoni fra le ruota ai processi, che si trascineranno per molti anni, tra assoluzioni per vizi procedurali e nuove incriminazioni.

 

Il film di Felix Chong (co-sceneggiatore di Infernal Affairs del 2002 con gli stessi attori protagonisti) è una scorrevole e avvincente epica criminale che racconta una storia di spregiudicatezza morale e di un' ascesa e caduta finanziaria, sul modello scorsesiano (in un gioco di rimandi, proprio Martin Scorsese con The Departed aveva adattato Infernal Affairs). Certo l'ultima parte, quella in cui a metà anni 90 finalmente si riesce a condannare Ching, è trattata un po' sbrigativamente in confronto al dettaglio con cui si era narrata la sua ascesa e il primo scontro con la giustizia, mancando la chiusura con un "gran finale".

 

Il film si affida al duetto dei due interpreti Leung e Lau nei ruoli dei due antagonisti. Leung sfrontato , ma comunque meno eccessivo del Jordan Belfort di Caprio, seppur il suo personaggio non sia meno spregiudicato certamente era più morigerato nella vita privata. Lau invece mantiene la gravitas che si confà ad un uomo di legge capace di mantenere per anni la pazienza necessaria ad incastrare il suo avversario.

 

Voto: 6,75 su 10

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