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Shadow of Fire

Regia di Shinya Tsukamoto vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Shadow of Fire

di obyone
8 stelle

 

scena

Shadow of Fire (2023): scena

 

Venezia 80. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Mentre il mondo guarda meravigliato "Oppenheimer", immaginando le terribili conseguenze della bomba atomica, Tsukamoto Shin'ya arriva a Venezia com un film che ricorda gli effetti devastanti della Seconda Guerra Mondiale sul Giappone.

In una locanda dal fausto passato si riuniscono, casualmente, tre persone molto diverse. La padrona di casa, una giovane donna, si prostituisce per sopravvivere; un ladro bambino cerca casa e protezione; un reduce desidera compagnia ed il conforto di un focolare. I tre hanno nulla in comune tranne il dolore e la sofferenza della guerra. Eppure, insieme, sembrano costituire una famiglia, un collage di sentimenti affini e dolori lancinanti.

Tsukamoto evoca la distruzione di Hiroshima e Nagasaki, ed i bombardamenti alleati sull'arcipelago, in una sequenza di sicuro fascino. La telecamera esce lentamente dalla casa della prostituta. Lì sul vialetto, tra luci traballanti che illuminano la notte dell'umanità, la mdp si allontana a ritroso convergendo sul terreno. Indietreggiando l'inquadratura diventa sempre più stretta e ciò che, al primo sguardo, sembrava polvere e terra ora assume, con maggior nitidezza, l'aspetto di una città carbonizzata di cui si percepiscono, appena, strade e rilievi. L'immagine è potente e la sequenza risulta ancor più drammatica grazie all'uso delle luci, dei suoni e di un sinistro accompagnamento musicale. La distruzione materiale del Giappone rivive in questo pezzetto di terra che si apre su una porta bianca, appena socchiusa, dietro cui si percepisce un luogo di solitudine e profonda disperazione. Una scelta stilistica di grande potenza espressiva. 

Il resto di "Hokage" è allegoria della distruzione morale e psicologia del popolo nipponico. 

Seguendo le orme del piccolo orfano il regista giapponese dipinge un quadro assai drammatico del paese. Le ferite sono profonde e molteplici. Non tutti sono in grado di affrontarle senza voltarsi indietro per piangere il passato. È più semplice struggersi nel rimpianto di una locanda che non offre più cibo, di un marito i cui passi non risuonano più sul tatami, del vecchio lavoro d'insegnante svanito insieme agli scolari, di una gioventù illibata oramai macchiata da crimini orrendi. Qualcuno prova a reagire nell'architettura complesaa di una vendetta premeditata, per gli altri resta la resa. Gli adulti sono più provati dalla guerra avendo perso ciò per cui avevano molto faticato. Le case sono state distrutte, il lavoro è un ricordo, le persone care sono scomparse in una nuvola di fumo che ha coperto il cielo.

Il bambino è molto più intraprendente. Non ha memoria della dignità che aveva cullato gli adulti prima che iniziassero a sparare i cannoni. Benché abbia perso i genitori, e cerchi in altre figure l'amore perduto, il piccolo non si demoralizza e continua a lavare gamelle di latta convinto che il suo lavoro, la sua cocciutaggine porteranno a qualcosa. Risoluto ed impavido, tuttavia, non riesce ad ottenere una simile reazione negli adulti con cui si raffronta.

Il piccolo protagonista di "Hokage" apprende e cresce tra mille difficoltà. Gli adulti, a contrario, smettono di rimboccarsi le maniche ed accettano il destino senza più lottare.

"Dato che il mondo si sta allontanando dalla pace, mi sono sentito in dovere di girare questo film, come se fosse una preghiera." Così si è espresso Tsukamoto in un'intervista.

Il suo approccio alla materia è stato profondamente spirituale. "Hokage" è un film cupo, percorso da disperazione e rabbia, sentimenti viscerali esplosi in poche e rare scene di violenza tra le pareti di carta di riso della locanda e nel bosco, ove più tardi, Tsukamoto piange le giovani vite stroncate dall'esercizio repressivo del potere militare. Le responsabilità dell'esercito giapponese, ma la cosa si può estendere a qualsiasi esercito, viene messa in luce dalla pazzia dei soldati e dai colpi sparati a bruciapelo dalla pistola del bambino. La ricostruzione degli ambienti e la fotografia sono molto efficaci nel rappresentare la disperazione di uomini e donne.

Una domanda sgomita in questa cruda rappresentazione della guerra. Esiste ancora un briciolo di fede in tutto ciò? Il pessimismo di "Hokage" è palpabile tuttavia negli occhi profondi del bambino vi è ancora il luccichio della speranza che dà senso alla preghiera di Tsukamoto. 

 

locandina

Shadow of Fire (2023): locandina

 

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