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Duello a Berlino. Versione integrale

Regia di Michael Powell, Emeric Pressburger vedi scheda film

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La recensione su Duello a Berlino. Versione integrale

di alan smithee
9 stelle

locandina

Duello a Berlino. Versione integrale (1943): locandina

TFF 36 - POWELL & PRESSBURGER
Verso la fine del Secondo Conflitto mondiale, una irruzione a sorpresa in un bagno turco ove si sta riposando un alto funzionario britannico, come risultato di una esercitazione pensata contro i tedeschi, ma partita anzitempo a causa dello sbando organizzativo delle truppe alleate e dell'impulsivitå di un soldato al fronte, dà inizio al lungo, tortuoso ed affascinante racconto di un'amicizia nata quasi un cinquantennio prima, a causa di un duello sorto ad inizio secolo, in grado di gettare le basi per una amicizia destinata a passar oltre le barricate di due eserciti nemici, e due sanguinose guerre mondiali.
L'amicizia fraterna che si crea tra l'ufficiale britannico Clive Candy e quello tedesco poi pentito Theo Kretschmar, è cosa durevole, destinata a nascere da un duello che li oppone, il primo per esser stato promotore di una provocazione, un gesto irriverente contro l'esercito nemico, il secondo in quanto scelto, per caso, per rappresentare la parte offesa.

scena

Duello a Berlino. Versione integrale (1943): scena

Deborah Kerr

Duello a Berlino. Versione integrale (1943): Deborah Kerr

Ma è soprattutto il pretesto meraviglioso che i registi P & P - che con questa opera mirabile ufficializzano il loro fortunato sodalizio artistico - utilizzano per disegnare e tracciare, con artistica arguzia e finezza di sfondi, spessore caratteriale e un disinvolto lucido ottimismo verso il controverso atteggiamento umano - un lucido ed ironico ritratto socio-politico di un lungo, complesso, tragico ed insanguinato cinquantennio.

scena

Duello a Berlino. Versione integrale (1943): scena

Gran ritmo nonostante la lunga durata, personaggi finemente sfaccettati ed ironici, interpretazioni appassionate di un terzetto di attori affezionati alla coppia di registi, a partire dai due contendenti e poi amici, John Livesey, il britannico, Anton  Walbrook, l'austriaco; oltre ad una magnifica e più scatenata del solito Deborah Kerr, una ma in realtà trina, protesa a rendere credibili tre personaggi orgogliosi di donna dai risvolti caratteriali ed attitudinali assai differenti e sfaccettati.

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